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Profughi, la Dimora d’Abramo: “Insinuazioni vergognose”

Il presidente Codeluppi: "Grave il fatto che si possa anche solo pensare che il buon risultato di bilancio sia legato ad una non corretta gestione dell'accoglienza dei profughi". Confcooperative: "Siamo di fronte a un esempio di trasparenza e correttezza". Assemblea a settembre

REGGIO EMILIA – “Insinuazioni vergognose e inaccettabili, che stridono contro i dati di fatto e un impegno quasi trentennale a favore di fasce sociali debolissime quali sono gli immigrati, tra i quali molti giovani minori, donne e famiglie, di cui ha largamente beneficiato, in termini di integrazione e di sicurezza, tutta la comunità reggiana”.

E’ durissima la reazione della cooperativa sociale Dimora d’Abramo a fronte delle notizie apparse in relazione all’ultima assemblea di bilancio della cooperativa: “descrizioni e commenti – sottolinea la “Dimora d’Abramo” – che tenderebbero a far pensare che si sia di fronte ad un “business” costruito sui profughi”.

“L’utile realizzato dalla cooperativa nel 2014 – sottolinea il presidente della cooperativa, Luigi Codeluppi – è il risultato di diverse attività, compresa l’accoglienza ai profughi, svolte dalla nostra cooperativa sociale, che peraltro, come tutte le che vogliano assicurare continuità ai servizi e al lavoro, ha il dovere di ricercare equilibri di bilancio anche in funzione di investimenti di natura sociale – e tra questi la ristrutturazione dell’ex Polveriera, il poliambulatorio 3C Salute e l’impegno a dare continuità alla scuola per l’infanzia “Campi Soncini” – che hanno ricadute positive sulla comunità e sulla fasce sociali più deboli”.

“Il fatto che in assemblea si possano avere opinioni diverse sulla destinazione di questi utili – incalza Codeluppi – è del tutto normale, mentre è invece molto grave il fatto che si possa anche solo pensare o indurre a ritenere che il buon risultato di bilancio sia legato ad una non corretta gestione dell’accoglienza dei profughi, cosa che abbiamo vergognosamente visto altrove”. “La nostra principale attenzione nel lavoro con le persone – osserva il presidente della Dimora d’Abramo – è offrire un buon servizio alle stesse persone accolte con un elevato impegno nella mediazione culturale e sociale e lavorare per il coinvolgimento di tutta la comunità per promuovere integrazione e solidarietà”.

“Fra l’altro – osserva il presidente della cooperativa – non è vero che abbiamo realizzato un utile nonostante la perdita di una gara, perchè questa commessa riguardava il bilancio 2015 e non quello di cui stiamo parlando”. “Con il ristorno assegnato ai soci – prosegue Codeluppi – abbiamo applicato – e meritevolmente, a mio avviso – uno dei più importanti strumenti mutualistici a valorizzazione del lavoro dei soci stessi, che peraltro hanno lasciato quasi il 50% della cifra a loro spettante nel capitale sociale della cooperativa, rafforzando così la sua capacità operativa”.

“Su tutto questo si può essere d’accordo o no – osserva il presidente della “Dimora d’Abramo” – ma certo non sono tollerabili speculazioni su posizioni diverse tra i soci (24 a favore del bilancio e 7 contro), che sono un fatto riguardante la vita della cooperativa e le relazioni tra i soci stessi e attorno alle quali non si fanno battaglie d’opinione nè si costruiscono giudizi che associano solidarietà e business in modo non solo improprio, ma inaccettabile”.

Confcooperative: “Trasparenza e correttezza”
E sul tema interviene con fermezza Confcooperative, cui la Dimora d’Abramo è associata.
“Qui – sottolinea la centrale cooperativa – siamo di fronte non solo ad un esempio di trasparenza e correttezza, rivelato anche da un verbale assembleare che non si trincera dietro gli “omissis” per nascondere i dissensi, ma ad una cooperativa che da decenni opera sul fronte dell’immigrazione e gestisce il delicatissimo tema profughi come servizio alle persone e alla stessa comunità, assicurando integrazione e sicurezza a beneficio di entrambi, grazie alla collaborazione con diverse altre rilevanti esperienze cooperative e del mondo delle associazioni”.

“Il dibattito interno sul bilancio – prosegue Confcooperative – si è peraltro sviluppato nuovamente sul tema dell’assegnazione di altre risorse ai profughi oppure sulla destinazione della gran parte dell’utile a riserva indivisibile”.

“Per parte nostra – afferma Confcooperative – apprezziamo questo tipo di confronto che si è aperto e proseguirà nella giusta sede e con interesse seguiremo ogni approfondimento della cooperativa e dei suoi soci sull’ottimizzazione delle modalità dei servizi e sulle loro evoluzioni”.

“A scanso di equivoci – conclude Confcooperative – è comunque bene sottolineare che anche tutto ciò che è accantonato a riserva realizza esattamente la missione delle cooperative, che in questo modo costruiscono, in realtà, un patrimonio che in nessun modo può essere distribuito ai soci e che, in caso di scioglimento, viene destinato a fini di pubblica utilità”.

Assemblea a settembre
Dopo l’assemblea di bilancio del maggio scorso, una nuova assise dei soci della Dimora d’Abramo sarà convocata a settembre. “Sarà una nuova occasione – osserva il presidente Luigi Codeluppi – per fornire ulteriori informazioni e approfondimenti a tutti i soci su ogni aspetto legato alla vita della cooperativa, fermo restando il fatto che su tutto si può discutere, ma non sulla trasparenza e correttezza di ogni atto compiuto”.