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Expo, la Caselli: “Che spettacolo, l’Emilia-Romagna in prima fila”

L'assessore regionale all'Agricoltura: "Presto un miliardo e duecento milioni dalla Ue per la nostra agricoltura. Creiamo una piattaforma stabile di ricerca sul cibo"

REGGIO EMILIA – “La cosa più importante è che lunedì arriva il via libera dalla Ue al Piano di sviluppo rurale. Si tratta di un miliardo e duecento milioni, da qui al 2020, da investire sulle le politiche agricole. Da lì si innescheranno investimenti per più di due miliardi di euro”.

Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, è appena tornata dall’inaugurazione di Expo, la vetrina mondiale milanese in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.

Un assessorato come il suo è ovviamente in prima linea su questi argomenti. Ragiona la Caselli: “Molti puntano l’indice sugli sponsor McDonald’s e Coca Cola, ma il problema non è quello. La sconfitta vera di Expo sarebbe se non riuscissimo a concludere questi sei mesi con proposte vere sull’argomento di come nutrire la popolazione mondiale in modo sostenibile”.

C’è poi la necessità di valorizzare le nostre eccellenze regionali. Continua l’assessore: “Oggi la vera scommessa, per esempio per il Parmigiano Reggiano, è di riuscire a venderlo porzionato sui mercati esteri come ha fatto Parmareggio per fare arrivare benefici anche ai produttori. I produttori di vino, per esempio, penso a Cantine Riunite, riescono a beneficiare del fatto che è stata internazionalizzata la vendita del prodotto. La scommessa vera è fare arrivare più reddito ai produttori”.

Sull’inaugurazione di ieri dice: “E’ stato molto interessante e anche bello. Noi abbiamo fatto un lavoro abbastanza grosso, soprattutto all’inizio del mandato. Già da prima avevamo prenotato degli spazi a Palazzo Italia e dedicato esclusivamente all’Emilia-Romagna e la piazzetta per tre mesi lì davanti, agosto, settembre e ottobre. Questo ha portato a una novantina di manifestazioni di interesse per fare coincidere gli interessi di tutti, compreso quelli del territorio reggiano. Poi ci sarà, per la nostra Regione, la settimana del protagonismo a settembre, a Palazzo Italia, con convegni di portata internazionale. Uno sulla cooperazione in agricoltura a cui abbiamo invitato esponenti della cooperazione agricola mondiale, con il commissario europeo all’agricoltura, Phil Hogan. Un altro sul World food research and innovation forum, per creare in Emilia-Romagna un think tank internazionale dedicato alle strategie del settore dell’alimentazione globale. Su questi temi faremo una due giorni di portata internazionale. L’idea è di realizzare in Emilia-Romagna una piattaforma stabile di ricerca sul cibo. Infine un’iniziativa sulla formazione, perché siamo in un momento in cui gli istituti alberghieri ed agrari sono pienissimi”.

E sul problema dei lavori in ritardo a Palazzo Italia che costringeranno l’Emilia ad essere ospitata per un mese dal Veneto, dice: “E’ solo un problema relativo agli spazi di un ufficio d’appoggio con tre persone. Poca cosa. Noi siamo rappresentatissimi a Expo. Dentro a Cibus Parma, nell’enoteca regionale, con Granarolo che ha un suo spazio, con il Parmigiano Reggiano che è in un sacco di posti, ci sono le Fiere di Bologna con il loro padiglione. Le delegazioni stranieri andranno per un mese nel padiglione del Veneto e dal primo giugno a Palazzo Italia. Per il resto, ad Expo è tutto perfettamente funzionante ed ordinato. Dal punto di vista architettonico, poi, è uno spettacolo. Ci vorrebbe una settimana per vedere tutto bene”.

E su Reggio aggiunge: “Reggio ha un vantaggio incredibile che è la Mediopadana e che potrebbe diventare importante dal punto di vista logistico, visto che gli alberghi costano molto a Milano. Si deve giocare bene la carta del Parmigiano Reggiano e del lambrusco”. Infine una battuta su quello che è successo ieri con i Black bloc che hanno messo a ferro e fuoco Milano: “E’ una cosa indecente quello che è successo ieri. Ho vissuto veramente la distanza di come ci sia gente che si ritrova a discutere di come preservare il pianeta nutrendo la popolazione, che è anche una cosa di sinistra se vogliamo, e di vedere che invece fuori si consumava una violenza cieca e priva completamente di contenuti. Quello che è accaduto deve fare riflettere chi organizza con intenti pacifici queste manifestazioni”.