Via Gran Sasso, il M5S: “Ben 33 metri di antenna Wind vicino a scuola e asilo, ma nessuno avvisa i cittadini”

Il capogruppo del M5S si chiede: "Ora sono costretti a raccogliere firme. Non era meglio che si parlasse prima con loro?"

REGGIO EMILIA – “Ci risiamo con le decisioni che passano sopra la testa dei cittadini che sono costretti a organizzarsi per raccogliere le firme per chiedere un incontro con l’amministrazione. Ben 33 metri di traliccio con 3 antenne in 3 direzioni diverse non richiedevano che preventivamente si parlasse con gli abitanti della zona?”.

Alessandra Guatteri, capogruppo in consiglio comunale del M5S, interviene sulla mega antenna Wind in costruzione in via Gran Sasso d’Italia contro cui i residenti, come ha scritto il nostro giornale, stanno raccogliendo firme. Una concessione data dal Comune per nove anni che prevede un canone di 10mila euro l’anno per Wind. Continua la Guatteri: “E’ chiaro che Wind starà facendo tutto secondo le regole, ma le valutazioni sulle emissioni elettromagnetiche non dovrebbero essere condivise con coloro che si troveranno a esserne colpiti 24 ore al giorno? Quale sarà la potenza di trasmissione di questa nuova antenna?”.

Secondo la Guatteri i dati e gli studi sugli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute sono ormai molti. In un articolo pubblicato da Il Salvagente il 22 marzo 2018, la direttrice dell’Istituto Ramazzini, dottoressa Belpoggi, illustra una ricerca condotta dallo stesso istituto che dimostra che “non solo usare i telefoni cellulari troppe ore al giorno, magari senza auricolare, o tenerli troppo vicini al corpo può essere causa dell’insorgere di tumori, ma adesso sappiamo che anche l’esposizione ambientale, come la vicinanza a un’antenna, mille volte meno intensa di quella diretta, può produrre gli stessi effetti”.

Scrive la Guatteri: “Quindi la dottoressa Belpoggi aggiunge ‘stiamo facendo una raccolta firme tra scienziati perché nelle prossime monografie Iarc (Istituto internazionale per la ricerca sul cancro) riveda le definizioni e cataloghi i campi magnetici come probabili cancerogeni e non solo possibili. È evidente che la messa al bando è qualcosa di impossibile, vista l’importanza della tecnologia e la sua diffusione capillare. Però è tempo che l’industria recepisca i risultati della scienza e che l’economia e le politiche legate alla salute si adeguino. Il nostro ambiente è cambiato: è come se dei pesci d’acqua dolce si trovassero ad un certo punto a vivere in acqua salata’”.

Inoltre, secondo quanto scrive la Guatteri, i bambini sono più a rischio perchè, come indicato nell’articolo sopra citato, “i bambini e i ragazzini sono dotati di cellule non ancora differenziate e questo li rende più vulnerabili. Inoltre, sono fatti al 70% di acqua su cui le microonde agiscono e quindi sono più suscettibili” .

Conclude il consigliere comunale: “Se aggiungiamo a questo che in un recente articolo de Il Fatto quotidiano si esplicita il fatto che l’Italia abbia il primato in Europa per incidenza dei tumori pediatrici e che in Italia, dati 2016 si ammalano ogni anno 1380 bambini e 780 adolescenti di tumore, è evidente che la politica si deve immediatamente fare carico di una riflessione accurata sulla situazione ambientale e sulla effettiva pericolosità di certi apparati, rendendosi disponibile a discussione “‘laica e aperta’ che coinvolga gli scienziati che hanno condotto ricerche approfondite e titolate, dimostrando di volersi occupare della salute del cittadino e non solo di volere garantire gli interessi commerciali delle grandi aziende”.