Antenna Wind di via Gran Sasso, continua la raccolta firme

I cittadini hanno consegnato, stamattina in municipio, le 1.684 sottoscrizioni raccolte: chiedono un incontro pubblico con l'assessore Tutino entro la metà di luglio

REGGIO EMILIA – I cittadini hanno consegnato oggi in Comune le 1.684 firme raccolte in pochi giorni contro l’antenna Wind che dovrebbe sorgere in via Gran Sasso a poca distanza dal centro sociale Buco Magico, dal campo della Falk, da un asilo e dalla scuola Martin Luther King. Una delegazione di cittadini guidata da Francesco Mariani, promotore della raccolta firme, ha salito le scale del municipio e le ha consegnate in segreteria. I cittadini chiedono un incontro pubblico a breve, al massimo entro la metà di luglio, all’assessore Mirko Tutino e annunciano che non si femeranno e continueranno a raccogliere firme contro l’antenna.

Ha detto Mariani: “Attendiamo questo incontro pubblico, perché riteniamo che quello che è avvenuto nel 2015 non sia satto adeguatamente pubblicizzato. Il tema è molto sentito, il progetto è molto importante per il quartiere e va discusso con i cittadini perché ha un impatto molto rilevante. Continueremo a raccogliere firme perché l’interesse è alto e molti residenti non hanno ancora firmato”.

Insieme ai cittadini era presente anche il capogruppo del M5S in consiglio comunale, Alessandra Guatteri e si è visto anche il vicesegretario comunale della Lega Nord, Matteo Melato.

Scrive il M5S: “Questa mattina abbiamo accompagnato presso la Segreteria Generale del Comune i cittadini che hanno raccolto 1700 firme per presentare un istanza con la quale chiedono un incontro per avere informazioni rispetto all’installazione dell’antenna Wind e per valutare soluzioni alternative. Ancora una volta il Comun, nel prendere le decisioni, è passato sopra la testa dei residenti. Ancora una volta dal Comune si giustificano dicendo che l’incontro era stato organizzato nel 2015, ma che avevano partecipato solo 25 persone. Ancora una volta il Comune parla di fantasmatiche riunioni delle quali però i residenti non sono mai a conoscenza. Ormai la scienza sta testimoniando i rischi per la salute connessi all’esposizione ai campi elettromagnetici e quindi un’antenna di 33 metri costruita vicino a scuole ed asili non può lasciare tranquilli gli abitanti. Se ci sono soluzioni alternative, queste vanno prese in considerazione per evitare inutili rischi per la salute”.

Aggiungono i pentastellati: “E’ necessario che la politica stimoli l’industria delle telecomunicazioni a recepire i risultati della scienza e che imponga un’azione a tutela della salute nel rispetto anche del principio di precauzione. Questo viene riportato anche dalla dottoressa Belpoggi, direttrice dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che ha nuovamente messo in allerta sui rischi per la salute, soprattutto per i bambini, connessi all’esposizione ai campi elettromagnetici, che, sulla base dei risultati di una ricerca condotta dallo stesso Istituto, dovrebbero essere considerati dallo IARC di Lione come probabilli cancerogeni (per adesso sono solo possibili cancerogeni)”.