Via Gran Sasso, raccolte di firme contro la mega antenna Wind foto

Si sta costruendo un traliccio di 33 metri, con tre antenne che puntano in direzioni differenti: vicino c'è una scuola elementare e un asilo

REGGIO EMILIA – Raccolta firme dei residenti della zona per richiedere un incontro pubblico in cui l’amministrazione comunale spieghi il progetto dell’antenna per la telefonia mobile Wind, alta 33 metri, che si sta costruendo (foto) in via Gran Sasso d’Italia, a fianco del centro diurno Melograno e a poca distanza da una scuola elementare e da un asilo. Reggio Sera aveva già dato notizia della sua costruzione, ma ora i lavori sono iniziati e i residenti si dicono preoccupati e stanno raccogliendo firme per inviare un’istanza al sindaco e all’assessore competente.

Scrive il signor Francesco Mariani rivolgendosi ai suoi vicini: “Non so se ve ne è giunta notizia, ma da qualche settimana sono iniziati i lavori di costruzione di una antenna per la telefonia mobile Wind in via Gran Sasso d’Italia, a fianco del centro diurno Melograno. Non si tratta di una piccola antenna, ma di un traliccio di 33 metri con tre antenne che puntano in tre direzioni differenti ed una di queste è proprio diretta verso la scuola”.

Mariani premette che, “da un punto di vista puramente tecnico la Wind ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per cui non è attaccabile formalmente”, ma precisa anche che “da un punto di vista dell’impatto che ha sui residenti si deve considerare che i limiti di emissione, sulla base dei quali sono state concesse queste autorizzazioni, si riferiscono a normative le più recenti delle quali risalgono al 2003”.

Scrive Mariani: “Recenti studi (uno in particolare di quest’anno condotto dall’istituto Ramazzini di Bologna) hanno inoltre dimostrato come l’esposizione prolungata ai campi prodotti proprio da questo tipo di antenne sia un fattore favorente l’insorgere di patologie tumorali. L’antenna risulterà inoltre collocata in una posizione particolarmente infelice perché estremamente vicina alla scuola, agli impianti sportivi ed al parco Nelson Mandela, tutti luoghi di permanenza prolungata per bambini e ragazzi”.

Mariani chiede “tutta la collaborazione possibile per diffondere queste informazioni tra genitori, rappresentanti ed insegnanti ed aiutarmi nella raccolta firme. Se la scuola non stesse finendo vi chiederei di organizzare in incontro in cui potervi illustrare di persona tutte le informazioni che ho raccolto ma con soli due giorni a disposizione non vedo alternative alla mail ed agli altri canali elettronici per veicolare tempestivamente le informazioni”.

Antenna