Ferrarini, Banca Intesa pignora i beni della famiglia

L'istituto bancario ha sottoposto ad espropriazione forzata sei immobili di Lucio Ferrarini, uno dei cinque fratelli, membro del Cda dell'azienda

REGGIO EMILIA – Banca Intesa si è mossa per pignorare i beni della famiglia Ferrarini. La notizia è stata anticipata da Milano Finanza ed è stata verificata da Reggio Sera che ha eseguito un accesso alla banca dati del catasto e ha potuto vedere che, in effetti, l’istituto di credito ha pignorato, il 27 maggio scorso, sei fabbricati di proprietà di Lucio Ferrarini, uno dei cinque fratelli, membro del Cda della azienda. Si tratta di due abitazioni e un fabbricato per attività agricole a Viano e di due abitazioni e un fabbricato per attività agricole ad Albinea.

L’istituto di credito, in attesa delle adunanze dei creditori di Vismara (metà ottobre) e Ferrarini (metà novembre), ha quindi deciso di muoversi per tutelare il proprio credito (di circa ottanta milioni) e lo ha fatto nei confronti della famiglia Ferrarini dato che i beni dell’azienda non sono aggredibili vista la procedura concordataria.

In attesa della decisione dei creditori, sullo sfondo, resta la proposta concordataria, per la capogruppo, avanzata dal gruppo Pini (bresaole) che ha detto di volere mettere sul piatto 10 milioni cash e ha definito un percorso che prevede un rimborso limitato del 17,5%, ai creditori non coperti da garanzie.

Ricordiamo che recentemente Luca Ferrarini, amministratore delegato di Ferrarini, durante la deposizione al processo contro il crac della Popolare di Vicenza, si è scagliato contro l’istituto di credito dicendo: “Abbiamo subìto un vero e proprio attacco da Banca Intesa. Quando le banche venete sono finite in liquidazione coatta, Intesa prima ci ha chiesto il rientro dei finanziamenti, poi ci ha offerto di vendere tutto al fondo Italmobiliare di Carlo Pesenti. Alla fine, non abbiamo avuto altra scelta che andare al concordato in bianco”.

Dichiarazioni che hanno scatenato la reazione di Italmobiliare, finanziaria della famiglia Pesenti che ha replicato duramente: “Ci cercarono loro e accettarono la nostra proposta, ma poi si sfilarono. E i debiti di cui ci parlarono erano molti meno di quelli reali”.