Ferrarini, Banca Intesa chiede la revoca delle donazioni ai nipoti

Si tratta di una lunga serie di terreni a Quattro Castella, Vezzano, Viano, Toano, Albinea e Reggio Emilia. Ora deciderà il giudice

REGGIO EMILIA – Banca Intesa ha richiesto al tribunale di Reggio la revoca, a suo favore, di una serie di donazioni, effettuate il 20 luglio del 2018 da Maria Licia, Lia, Lisa e Lucio Ferrarini nei confronti di Matteo, Marco e Maria Carlotta Bocchialini, figli di Maria Licia e quindi nipoti degli altri fratelli.

E’ quanto si evince da una visura catastale a cui Reggio Sera ha avuto accesso. La richiesta dell’istituto di credito, datata 15 luglio, che ora dovrà essere esaminata da un giudice e contro cui, in caso di eventuale decisione sfavorevole, la famiglia potrà fare ricorso, è relativa a una lunga serie di terreni e fabbricati che sono finiti ai nipoti a Quattro Castella, Vezzano, Viano, Toano, Albinea e Reggio Emilia.

La richiesta di Banca Intesa San Paolo si inserisce in un contesto in cui l’istituto di credito ha già pignorato beni per 32 milioni di euro, per tutelare il proprio credito che ammonta a circa 80 milioni di euro, ai fratelli Ferrarini. Ricordiamo che la Ferrarini aveva fatto richiesta di concordato preventivo il 23 luglio 2018 e che era stata ammessa alla procedura il 12 marzo 2019, mentre la decisione dei creditori sul piano concordatario è attesa per il 19 novembre di quest’anno.

In attesa della decisione dei creditori, sullo sfondo, resta la proposta concordataria, per la capogruppo, avanzata dal gruppo Pini (bresaole) che ha detto di volere mettere sul piatto 10 milioni cash e ha definito un percorso che prevede un rimborso limitato del 17,5%, ai creditori non coperti da garanzie. Il gruppo Pini ha anche detto che vuole mettere sul piatto 30-35 milioni di euro per realizzare un nuovo impianto a pochi passi dall’attuale sede della Ferrarini a Rivaltella e ha presentato ieri il piano ai sindacati.