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Stop all’omofobia, la democrazia passa attraverso la tutela delle minoranze

I soggetti portatori di differenze linguistiche, etniche, sessuali, religiose, vanno protetti e ad essi vanno concessi gli stessi diritti della maggioranza dei cittadini

REGGIO EMILIA – Ecco, uno avrebbe voluto non occuparsi delle retrograde rimostranze dei cattolici integralisti sulla veglia di preghiera contro l’omofobia, a Regina Pacis, a cui parteciperà anche il vescovo, eppure siamo costretti a farlo. Dispiace, perché significa dare spazio e credito a chi ha una visione medievale della società, come il gruppo di preghiera 20 maggio, e ad esponenti di estrema destra, come Forza Nuova, che si sono buttati a capofitto in questo calderone e e che meriterebbero l’ostracismo in una società democratica. Eppure è necessario.

E’ necessario per affermare un principio di civiltà banale, ma indispensabile in una democrazia. Le minoranze, linguistiche, etniche, sessuali, religiose, vanno tutelate e ad esse vanno concessi gli stessi diritti della maggioranza dei cittadini. Una democrazia è forte solo se riesce in questo compito e rigetta ogni tentativo di screditare chi per sesso, religione, etnia, o anche condizioni fisiche, è diverso dagli altri. Sembra un concetto banale, ma, purtroppo, oggi viene messo in discussione in troppi ambiti e da troppi soggetti, politici e non.

Ecco perché è necessario dire “no”, in questo caso, a qualsiasi tentativo di delegittimare le persone in base alla preferenze sessuali ed ecco perché il vescovo e la maggioranza delle associazioni e delle forze politiche di questa città fanno bene ad appoggiare questa veglia di preghiera che domenica si terrà a Regina Pacis, pure nelle differenze delle rispettive posizioni sull’argomento.

Si può discutere fino a che si vuole sul modo in cui le persone possono e vogliono esercitare i loro diritti (e sicuramente fra monsignor Camisasca, l’Arcigay, il Pd e l’Arci ci sono differenze di opinioni), ma non si può discutere sul fatto che hanno diritto di esercitarli. Su questo non ci devono essere dubbi e la risposta di una città deve essere ferma. A Reggio è successo. Non avevamo dubbi. Vorremmo che fosse così anche nel resto del Paese.