Vescovo a veglia antiomofobia, è bufera

Gli integralisti cattolici preparano una "riparazione", ma la diocesi è con Camisasca

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REGGIO EMILIA – È scontro nella chiesa di Reggio Emilia per la decisione del vescovo Massimo Camisasca di partecipare alla veglia contro l’omofobia, organizzata in una parrocchia cittadina. Iniziativa definita “immorale” da un gruppo di cattolici integralisti, che hanno deciso di “riparare a questa veglia omosessualista” con un rosario. Dove? Davanti alla sede delle Diocesi.

A prendere le parti di Camisasca, bersaglio di quest’ultima iniziativa, intervengono pero’ oggi tutti i parroci vicari e i direttori e i responsabili degli uffici pastorali della Diocesi che esprimono – in una lettera aperta – “la piu’ profonda solidarieta’ a monsignor Camisasca per l’offensiva cui e’ sottoposto”. Gli ecclesiastici, inoltre, appoggiano in toto la decisione del vescovo di aderire alla veglia antiomofoba ritenendo le parole con cui l’ha motivata “chiare, autorevoli, sagge e paterne”.

Camisasca ha in particolare affermato: “Da parte mia e’ un segno di vicinanza alle persone con orientamento omosessuale e ai loro genitori, affinche’ si sentano figli della Chiesa e prendano in considerazione la dottrina cristiana sull’uomo e sulla salvezza”. Affermazioni in linea con la lettera dei parroci, dove si legge: “Per noi la Chiesa e’ una madre, e una madre accoglie sempre i suoi figli, anche se non sempre e’ d’accordo con le loro scelte di vita”. E ancora: “Abbiamo bisogno di pregare, perche’ il Signore illumini le coscienze di tutti noi. Ogni persona va accolta e accompagnata nella singolarita’ della sua storia”. E “l’intervento del vescovo Massimo, coniugando verita’ e misericordia, va in questa direzione”, conclude la missiva.

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