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Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

“Iren, mai più buonuscite milionarie… fino a oggi”

Fantuzzi: "Cambio della guarda in Iren con buonuscita stellare: qualcuno l'aveva esclusa, lo stesso che ora la benedice"

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REGGIO EMILIA Cambio della guarda in Iren con buonuscita stellare: qualcuno l’aveva esclusa, lo stesso che ora la benedice. Ma i sindaci sono tutti responsabili, anche della prossima maxiutility dei debiti. Tutte le omissioni della vicenda Iren, per chi vorrà ascoltare. L’informazione locale ha reso note, in queste ore, due notizie su Iren tanto importanti quanto inquietanti: la buonuscita milionaria dell’amministratore delegato Massimiliano Bianco e l’arrivo dalla sorella di fusione A2A del nuovo ad Gianni Armani.
Notizie inquietanti, per i seguenti evidenti motivi. La liquidazione a Bianco ammontera’ a circa 1,3 milioni di euro, ovvero la stessa somma che, il 1° dicembre 2014, fu riconosciuta all’ex ad De Sanctis, sconcertando un’intera città, i sindacati, gli stessi sindaci che, per bocca di Luca Vecchi, affermarono indignati che un simile scandalo non si sarebbe più verificato. E ora, proprio nel periodo della pandemia che ha accresciuto le diseguaglianze, accade esattamente la stessa cosa. Ma c’è di più. Il comunicato stampa dei tre sindaci espressione di tre partiti diversi, ma più che mai concordi, hanno infatti affermato che “Bianco ha contribuito in maniera determinante alla crescita e alla trasformazione di Iren. Sotto la sua guida, il Gruppo ha conseguito eccellenti risultati economico finanziari”.
Ebbene, come ho già ampiamente ed oggettivamente dimostrato da addetto ai lavori, ciò non è veritiero e non si comprende il motivo per il quale nessuna testata esamini gli unici elementi di discussione, ovvero i dati. Ben 3 miliardi di debiti, di cui mezzo miliardo accumulato solo negli ultimi due anni, rappresentano infatti una pesantissima ipoteca per il futuro di un gruppo dove gli amministratori delegati passano, ma gli oneri per le generazioni future restano. Non a caso, il rapporto Pfn/Ebitda ha superato nel 2020 il limite di 3, valore considerato da tutti gli esperti del settore da monitorare con estrema attenzione.
Ma, curiosamente, nessuno lo ha evidenziato. Seguitare a perseguire acquisizioni con questa situazione finanziaria è un gravissimo errore e pregiudica il futuro del Gruppo. Infine, qualche osservazione sul nuovo amministratore delegato Gianni Armani, non di carattere professionale (non è in discussione). Intanto, un osservazione sul compenso: Armani guadagnerà più di Bianco, smentendo ancora una volta Vecchi e i tre sindaci plaudenti.
Inoltre, l’arrivo dell’ex direttore strategico di A2A rilancia infatti con forza il progetto della maxiutility del nord, idea lanciata a metà decennio scorso e mai completamente accantonata, nonostante le vibranti proteste dell’epoca. Una sciagura da evitare con tutte le forze, come la pandemia ci ha tragicamente mostrato: i beni comuni, come l’acqua, non possono essere gestiti da agglomerati privati quotati in borsa e pieni di debiti, ma da aziende pubbliche municipali o territoriali.
Francesco Fantuzzi, Piccolo azionista Iren

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