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Caos vaccini scuola, Grassi (Fimmg): “L’Ausl non ci ha dato garanzie organizzative”

Il segretario provinciale dei medici di medicina generale reggiani: "La trattativa è saltata quando l'Azienda ha detto che non poteva scrivere di fornire le fiale in tempi certi e di darci le liste del personale scolastico da vaccinare"

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REGGIO EMILIA – “Abbiamo assistito all’improvvido comunicato regionale di rivolgersi ai medici di medicina generale già lunedì 22, ancora senza vaccini e senza accordi operativi, quando la vaccinazione inizierà il 1° marzo, con una esplosione di telefonate inutili ai medici, già oberati di centinaia di incombenze giornaliere”.

Il dottor Euro Grassi, segretario generale provinciale della Federazione italiana dei medici di medicina generale di Reggio Emilia, interviene nel caos vaccini, per quel che riguarda il mondo della scuola, di cui ha scritto anche il nostro giornale.

Come è noto nell’incontro di ieri sera tra Ausl e Federazione dei medici di medicina generale, che avrebbe dovuto definire le modalita’ operative per la campagna vaccinale per i circa 9.000 operatori della scuola, non si è arrivati ad un accordo. I medici hanno abbandonato il tavolo di confronto lamentando di non avere garanzie sufficienti per poter aprire le agende delle prenotazioni.

I sanitari, nello specifico, avrebbero chiesto di ottenere gli elenchi dei destinatari, dicendosi poi pronti a iniziare ad accettare le prenotazioni, ma solo a fronte di dati certi sull’arrivo delle dosi del vaccino Astrazeneca. Tutto questo quando, già da lunedì, secondo quanto comunicato da Ausl e Regione, il personale della scuola poteva telefonare ai propri medici per prenotare la vaccinazione.

Spiega Grassi: “La Fimmg Reggio Emilia, sulla base delle intese regionali nazionali e del modello utilizzato a Reggio per le recenti vaccinazioni anti influenzali, ha realizzato ed inviato, già domenica a mezzanotte all’Ausl, una bozza di accordo operativo locale che è stata discussa solo parzialmente ieri nel Comitato aziendale Ausl. Sia ben chiaro, i medici non hanno chiesto soldi aggiuntivi, anche se la tariffa nazionale applicata, che risale a prima dell’anno 2000, è pari a meno del prezzo di una scatola di Mon Chéri e anche se i costi di studio pandemici sono ben diversi…. Hanno solo chiesto garanzie organizzative, viste le grandi difficoltà incontrate nella campagna delle vaccinazioni anti influenzali, dove i medici davano appuntamenti, non ricevevano i vaccini (non per colpa Ausl) e dovevano perciò riprenotarle anche quattro volte”.

Continua Grassi: “La trattativa, solo organizzativa, è divenuta subito ardua quando l’Ausl, difformemente dal Protocollo di intesa nazionale ministeriale, ha detto che non poteva scrivere di fornire i vaccini in tempi certi ed è del tutto saltata quando si è anche rifiutata categoricamente di fornire le liste del personale scolastico da vaccinare ai medici curanti, pur avendo le liste di quelli che hanno fatto i test sierologici e pur potendoli avere rapidamente da direttori, presidi e provveditorato”.

Conclude Grassi: “Fimmg Reggio Emilia, da sempre vicina non solo alle esigenze dei medici, ma anche dei cittadini reggiani, è pronta a riprendere le trattative anche di notte e di festa, se necessario, ma l’Ausl e la Regione debbono collaborare non a parole, ma con i fatti, per facilitare l’organizzazione di questa difficile campagna vaccinale anticovid. E’ tempo anche di potenziare le cure primarie, dotarle di personale infermieristico numericamente adeguato e di collegarle in rete informatica e telemedicina con gli ospedali ed i pronto soccorso”.

 

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