Coltellate e aggressioni, la lotta per la gestione dello spaccio

Identificati gli autori di due ferimenti avvenuti in pochi giorni alle ex Reggiane e in viale Umberto I: sono un maliano di 24 anni e un tunisino 30enne

REGGIO EMILIA – Accoltellamenti che potrebbero essere dovuti a contrasti tra bande per la gestione della piazza dello spaccio a Reggio. E’ una delle ipotesi investigative su cui lavorano i carabinieri che hanno identificato un 30enne tunisino senza fissa dimora come responsabile dell’accoltellamento, ai danni di un connazionale 40enne, avvenuto il 26 marzo scorso in viale Umberto I nella zona dell’ospedale.

Ricordiamo che, solo due giorni prima, fra i capannoni abbandonati delle Ex Reggiane, un gambiano e un suo connazionale erano stati accoltellati da un uomo che è poi stato identificato come un maliano di 24 anni che è tuttora a piede libero come del resto il tunisino. Anche lì i militari ritengono che l’accoltellamento fosse dovuto a diverbi per la gestione dello spaccio. Due episodi in pochi giorni, dunque.

Tornando all’episodio di viale Umberto I, il ferito, un tunisino 40enne residente a Reggio, colpito con un fendente alla parte bassa dell’addome, ha riportato il perforamento dell’intestino e per questo è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono stabili. L’episodio si era verificato intorno alle 22,30 del 26 marzo scorso.

I carabinieri del nucleo radiomobile di Reggio erano accorsi in viale Umberto I, all’esterno di un bar, dove era stato segnalata una lite in conseguenza della quale un cittadino straniero, poi identificato in un tunisino 40enne, era rimasto riverso a terra in seguito a una coltellata infertagli al basso ventre da uno sconosciuto fuggito prima dell’arrivo dei carabinieri.

Nel luogo dell’aggressione i carabinieri reggiani non avevano trovato l’arma utilizzata mentre il ferito, soccorso dai sanitari inviati dal 118, era stato portato in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico. Le ricerche dell’aggressore non avevano consentito di rintracciarlo nell’immediato, tuttavia, le serrate indagini dei carabinieri dell’aliquota operativa, hanno permesso di acquisire elementi di responsabilità carico del 30enne tunisino resosi irreperibile dopo i gravi fatti.

L’ennesimo episodio di sangue, che segue quello recente dell’ex Reggiane e quello di piazzale Europa, dove un gambiano era stato ferito a bottigliate, sta facendo alzare il livello di attenzione da parte dei carabinieri di Reggio che non escludono che dietro a questi episodi di sangue sia in atto una guerra per la gestione delle piazze. Si vuole in sintesi evitare ciò che accadeva negli anni ’90 dove accoltellamenti e omicidi tra il parco del Popolo e la zona Stazione erano molto frequenti: le indagini poi ricondussero gli episodi a contrasti tra bande per la gestione della piazza dello spaccio a Reggio Emilia.