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Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

Classifica di Legambiente, le domande di Fantuzzi

L'ambientalista reggiano pone alcuni quesiti "per comprendere meglio i criteri di ponderazione e classificazione e se esistano strumenti che verificano i dati raccolti"

REGGIO EMILIAMi chiamo Francesco Fantuzzi, abitante di Reggio Emilia, città dove promuovo da anni iniziative di tutela ambientale e dei beni comuni attraverso il gruppo civico Reggio città aperta e diverse realtà connesse. La recente classifica da voi redatta sull’Ecosistema urbano è apparentemente lusinghiera per quanto riguarda Reggio, salita in tre anni al 2° posto ma, vivendoci da ormai 55 anni e conoscendone piuttosto approfonditamente le caratteristiche, mi permetto di porvi qualche domanda, al fine di comprendere meglio i criteri di ponderazione e classificazione e se esistano strumenti che verificano i dati raccolti.

Nel dettaglio:

1. Reggio Emilia è al primo posto, ormai da anni, per metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti: quali sono i criteri che definiscono una pista ciclabile rispetto a una strada o un marciapiede e alle intersezioni con le stesse? Qual è altresì il rapporto tra il dato, certamente lusinghiero, e il 54° posto per tasso di motorizzazione, il 78° per vittime della strada e il crollo dei passeggeri del trasporto pubblico da 100 a 66? E’ possibile, vi domando, disporre anche di elementi sull’effettivo utilizzo e sulla sicurezza delle piste ciclabili e non soltanto di un dato grezzo e indistinto sulla loro estensione?

2. Reggio Emilia è al quinto posto per la raccolta differenziata di rifiuti: potete fornire informazioni anche sugli effettivi riutilizzi delle materie seconde e non soltanto su quanto raccolto, di per sè non particolarmente significativo, come vedremo nel capoverso successivo? Qual è la relazione tra quanto sopra esposto e il 98° posto per produzione pro capite di rifiuti, quasi 2 kg al giorno per persona?

3. Reggio Emilia è al sesto posto per numero di alberi ogni 100 abitanti: per alberi si intende ogni fuscello di vivaio piantato di recente? Come sono verificate le percentuali di attecchimento nel tempo dei medesimi? Ci sono anche rilevazioni sui metodi di manutenzione? Nella classifica vengono anche inseriti per differenza anche gli alberi tagliati, davvero numerosi, purtroppo, nella nostra città? Nel solo Viale Umberto I, corso storico della prima periferia, ne saranno tagliati 134, di cui una ventina (almeno) in categoria B e C, ovvero non passibili di abbattimento.

4. Reggio Emilia è al 39° posto per uso efficiente del suolo: cosa si intende con tale definizione, datosi che si tratta di una delle città con maggiore consumo, non solo passato ma anche nell’anno 2019 (dato Ispra allegato) e dato che lo stesso P.U.G. in recente discussione ne evidenzia le criticità? A tal proposito, desidero ricordarvi che a soli 3 km dal centro sta sorgendo un mega impianto per la gestione del rifiuto organico (21 ettari di terreno agricolo di qualità perduti per sempre) e al suo fianco è previsto l’altrettanto faraonico stabilimento Silk Faw (36 ettari per produrre Suv ibridi ed elettrici che raggiungeranno i 400 km/h), con relativo progetto di terzo casello autostradale. Considerato il costante proliferare di centri commerciali e parcheggi (siamo la città che ne annovera di più in Italia per persona), come si può affermare che il suolo sia ivi utilizzato in modo efficiente?

5. Oltre a richiedervi la gentilezza di precisare i criteri di ponderazione di ogni indice, quali sono nel dettaglio quelli relativi alla qualità dell’aria, una delle peggiori del Paese e destinata a degradare per le condizioni urbanistiche presenti e future sopra descritte?

Per motivi di lunghezza non mi soffermerò sull’analisi dei consumi idrici, altro argomento che mi sta a cuore, anche se i dati relativi alla dispersione, se confrontati al passato, confermano che la strada delle multiservizi quotate in borsa non è ottimale per la gestione dei beni comuni. Forse, anche su questo parametro potreste valutare di effettuare delle rilevazioni. Certo di un vostro cortese riscontro, prezioso per comprendere meglio e poter, se possibile, esultare per i dati sopra riportati, porgo distinti saluti.

Francesco Fantuzzi