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Silk Faw, Rampini a Prodi: “Modena disse no alla supercar elettrica”

L'inviato di Repubblica al programma di Rai Tre dell'Annunziata: "Questi, nel cuore del distretto modenese ed emiliano dell'automotive, vanno a rubare tecnici alla Ferrari e alla Lamborghini"

REGGIO EMILIA – “Silk Faw voleva realizzare il suo stabilimento a Modena, alle porte della Ferrari, ma i modenesi gli hanno detto di no”. Lo ha detto a “Mezz’ora in più-Il mondo che verrà”, il programma su Rai Tre condotto da Lucia Annunziata, l’inviato di Repubblica negli Stati Uniti, Federico Rampini. Davanti a lui, in studio, c’era Romano Prodi che, da molti, viene considerato il deus ex machina della realizzazione dell’investimento sino americano a Gavassa sul nostro territorio.

Rampini ha detto che ha saputo queste cose parlando con il sindaco di Modena Muzzarelli durante il festival della filosofia a cui il giornalista ha partecipato. Ha aggiunto l’inviato: “Xi Jinping vuole che la Cina domini il mercato del futuro dell’elettrico, ma questi, nel cuore del distretto modenese ed emiliano dell’automotive, vanno a rubare tecnici alla Ferrari e alla Lamborghini, perché vogliono fare la Ferrari elettrica”.

Prodi non ha smentito il racconto di Rampini, ma ha subito aggiunto: “Non ti ha detto nessuno che si tratta di una società al 50% americana e al 50% cinese (in realtà il peso economico è tutto sbilanciato a favore del colosso cinese Faw, ndr)? Attento, perché, nella tensione americana e cinese c’è uno scontro fortissimo che tocca le imprese di alta tecnologia, ma sotto sotto gli affari e il commercio vanno a gonfie vele fra i due paesi. Con l’automobile i cinesi vogliono il marchio italiano ed emiliano perché le Supercar si fanno in Emilia”.

La discussione è finita lì, anche perché non era il cuore della trasmissione, ma è probabile che i sospetti alimentati da Rampini continueranno ad aleggiare sull’investimento sino americano.