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Rec: “Reggio Sud, il vescovo rinunci all’intervento edilizio”

Reggio Emilia in Comune: "L’emergenza è qui ed ora, non concede deroghe in vista di concessioni edilizie già accordate o della proprietà dei terreni"

REGGIO EMILIAAppare come un “lavarsene le mani” la replica del vicesindaco Pratissoli che, a proposito del progetto di urbanizzazione di 150mila metri quadrati di area verde cittadina, risponde che su quell’area gravano dei diritti acquisiti da Curia reggiana e dalla società Acquario. Se è vero che siamo in uno stato di emergenza climatica, come è stato proclamato a settembre 2019 dalla nostra neoeletta giunta, non possiamo nasconderci dietro giustificazioni come quelle fornite dall’assessore. L’emergenza è qui ed ora, non concede deroghe in vista di concessioni edilizie già accordate o della proprietà dei terreni.

È per questo che oltre il nostro ruolo di opposizione cerchiamo di interpretare l’interesse della cittadinanza tutta, chiedendo agli attori di questa vicenda delle azioni concrete, tempestive e coerenti con i propositi da essi stessi proclamati in più di un’occasione: in virtù delle parole di Papa Bergoglio nell’enciclica Laudato sii, dove sottolinea come la crisi ecologica sia “una conseguenza drammatica dell’attività incontrollata dell’essere umano” e che “attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione” e dove il Papa stesso esorta a “correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente”, chiediamo alla Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, proprietaria di oltre 1/3 dell’area di rinunciare a questa nuova edificazione su terreno vergine.

Inoltre, in virtù della proclamata “svolta green” perseguita dalla giunta in carica e a parole riconfermata solo qualche giorno fa con la presentazione del nuovo Pug da parte dell’assessore Pratissoli che indicava un chiaro Stop agli interventi edilizi fuori dal territorio urbanizzato e la rigenerazione urbana come unica opportunità per lo sviluppo della città, chiediamo al comune di Reggio Emilia di rinunciare alla costruzione del parcheggio scambiatore previsto e di rendersi disponibile ad acquisire il terreno in oggetto dagli attuali proprietari.

Come REC ci impegneremo a formalizzare tali richieste a cui chiediamo altrettanto formali risposte. La “sfida ecologica”, come è stata recentemente chiamata da sindaco e vicesindaco, è da cogliere adesso, senza se e senza ma, ne va della nostra salute e vita.

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