Impianti sportivi, la Rubertelli e la Lega all’attacco

La Civica: "La giunta decida se riformare o chiudere la Fondazione". Il Carroccio: "Sulle partecipate nominati sempre i soliti"

REGGIO EMILIA – “E’ ora che la Giunta si confronti con il Consiglio comunale e dica alla citta’ che cosa vuole fare della Fondazione per lo sport: o la si riforma seriamente o la si chiuda re-internalizzando l’intera gestione degli impianti”.

Parole di Cinzia Rubertelli, capogruppo di Alleanza Civica in Comune a Reggio Emilia, che interviene nella querelle tra l’ente e la Fondazione per lo sport (partecipata della stessa amministrazione) sulle palestre inagibili dopo il lockdown. Ad innescare il confronto, alquanto acceso, sono state le accuse del direttore della Fondazione, Domenico Savino, (da cui la societa’ ha poi preso le distanze) circa i mancati interventi sulla sicurezza degli impianti sollecitati da anni e che il Comune avrebbe dovuto realizzare.

“Se tra gli uffici vi e’ conflittualita’ o assenza di dialogo, la gestione della cosa pubblica non puo’ che patirne con grave pregiudizio dell’utenza finale, cioe’ dei cittadini che pagano le tasse per godere di servizi adeguati”, sottolinea Rubertelli. Ricordando a tal proposito che “sono anni che chiediamo un drastico cambio di rotta rispetto al sedimentarsi di problemi che devono ora piu’ che mai trovare una risposta”. Sulla Fondazione, insomma, e’ tempo di decidere: “Se si lascia il sistema sportivo in mezzo al guado – conclude la civica – il rischio e’ che la corrente se lo porti via”.

La Lega Nord: “Sulle partecipate nominati sempre i soliti”
Sulla vicenda interviene anche la Lega Nord che scrive: “Apprendiamo a mezzo stampa (e non dalla sede naturale del Consiglio Comunale) che l’amministrazione comunale ha provveduto a rinnovare le cariche delle partecipate del Comune di Reggio. Ovviamente nessuna condivisione dei nomi e collaborazione con l’opposizione, che viene continuamente messa da parte e nemmeno informata sui nomi scelti dal Sindaco e dalla Giunta per risollevare il grande terreno delle partecipate, importante motore nel bilancio comunale. Nomine arrivate tra l’altro con estremo ed ingiustificabile ritardo di 1 anno e mezzo, con continue staffette tra le varie correnti della maggioranza per accaparrarsi poltrone molto ambite. A cosa è dovuto questo forte ritardo? Forse per prendersi tutto il tempo necessario per scegliere le persone migliori e più competenti? Assolutamente no. Come solito fare da questa amministrazione, il curriculum, la competenza, l’esperienza passano in secondo piano in favore invece dei rapporti personali e di partito, che finiscono col premiare i soliti noti. E così, ci troviamo ad esempio nel Cda di Aterballetto Elena Montecchi, parlamentare per ben 6 legislature e passata alla cronaca negli ultimi anni per non voler ridurre il suo cospicuo vitalizio parlamentare. In Fcr ritroviamo invece come Presidente l’ex capogruppo del Pd in Sala del Tricolore Capelli, che inseguiva questa nomina da molto tempo; ma anche Marco Scarpati come membro del Cda, avvocato di lungo corso che dopo aver archiviato la sua posizione sull’ inchiesta di Bibbiano si è preoccupato di dichiarare che “la destra ha fatto il male dei minori”. E poi ancora nel CDA di Mondoinsieme Francesca Perlini, candidata PD in consiglio comunale senza successo sia nel 2014 che nel 2019 e attualmente impegnata in ARCI. Insomma, ancora una volta, il PD ha messo da parte la competenza e il curriculum per fare posto ai soliti noti amici degli amici”.