Chiusa l’inchiesta Octopus: 72 indagati per fatture false

Emergerebbe un vasto giro di fatture false di cui avrebbe tirato le fila Marco Gibertini: fra gli indagati spuntano i nomi del commercialista Labanti e del giornalista Nicola Fangareggi. Il Movimento Cinque Stelle: "Fuori le loro consulenze"

REGGIO EMILIA – Avviso di fine indagini per 72 indagati nell’inchiesta Octopus, condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza e coordinata dal sostituto procuratore Valentina Salvi. Compaiono volti noti dell’imprenditoria locale, del mondo sportivo e giornalisti negli atti che sarebbero coinvolti, a vario titolo, in un vasto giro di fatturazioni fasulle.

Venerdì scorso hanno ricevuto l’avviso di fine indagini: hanno venti giorni per chiedere di essere interrogati dal pm o per presentare memorie difensive. Poi il pm Valentina Salvi, che conduce l’inchiesta, deciderà se richiedere, o meno, il rinvio a giudizio che sarà deciso dal gip. Su otto di loro pende l’accusa di associazione a delinquere. Sono il giornalista Marco Gibertini, Piersandro Pregliasco, Marco Castaldi, l’ex titolare della Reggiana gourmet Mirco Salsi, il figlio Gianluca Salsi, Gianluca Mussoni, Valerio Villani e Antonio Silipo.

Gli inquirenti li accusano di “delitti fiscali, in particolare emissione di fatture per operazioni inesistenti per ricavare ingenti profitti”, oltre a “riciclaggio” e “truffa ai danni dello Stato”. Tra i metodi usati ci sarebbe “la frode carosello all’Iva” attraverso società cartiere, in tutto una decina. Ed emerge che il sodalizio avrebbe fruito di un appoggio internazionale grazie a un gruppo criminale organizzato impegnato in attività in Italia, Irlanda, Svizzera, Estonia e Olanda.

In questa inchiesta sono cinque gli imputati di Aemilia coinvolti: oltre a Gibertini, Silipo e Mirco Salsi, Giuliano Debbi e Omar Costi. Gibertini, Castaldi e Pregliasco sono individuati come “promotori e organizzatori” del gruppo. Tra gli imprenditori indagati, secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, spuntano i nomi di Giovanni Montorsi, nato a Maranello, fondatore e presidente dell’Arag di Rubiera e di Mario Gaspari, uno dei fondatori dell’omonima azienda reggiana Gaspari viaggi: è accusato di aver evaso le imposte sui redditi avvalendosi di fatture e documenti per operazioni inesistenti. Stessa ipotesi formulata per Nunzio Dallari, ex presidente della Cna reggiana; indagata anche Patrizia Montanari.

In ambito sportivo spuntano i nomi, invece, di Mauro Donelli, Massimo Tirabassi e Federico Pozzi. Donelli, come responsabile della Re Volley, in concorso con Cavalieri, presidente dell’associazione sportiva e con Gibertini, avrebbe permesso nel dicembre 2013 a una ditta di Bagnolo di evadere le imposte sui redditi emettendo una fattura per operazioni inesistenti. Tirabassi, come rappresentante legale della Reggiana volley, avrebbe permesso ad Albachiara srl (ex Reggiana gourmet srl) di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, emettendo fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti. Indagato anche Pozzi, un tempo attivo nella pallavolo e che ora risulta irreperibile.

Indagato anche Nicola Fangareggi, fondatore e direttore di 24 Emilia, accusato di aver evaso le imposte sui redditi attraverso la società Contenuti digitali srl di cui risultava amministratore tramite documenti per coprire operazioni inesistenti. Con la stessa società avrebbe anche permesso a ‘Gibertini comunicazioni’ di evadere le tasse.

Il professionista Maurizio Labanti, commmercialista consulente della Reggiana gourmet, secondo gli inquirenti avrebbe messo a disposizione “le sue conoscenze tributaristiche predisponendo documenti contrattuali e fatture false su operazioni commerciali del tutto inesistenti” per permettere all’azienda di Bagnolo di evadere.

Il Movimento Cinque Stelle: “Fuori le consulenze di Labanti e Fangareggi”
Sulla vicenda interviene il Movimento Cinque Stelle che scrive: “A fronte della pubblicazione dei nomi degli indagati dell’operazione Octopus si annuncia accesso agli atti sulle consulenze ricevute negli ultimi 14 anni (2004 in poi) da Comune e partecipate dal giornalista Nicola Fangareggi e sue società, dalle possibili consulenze del commercialista Maurizio Labanti e tutti gli altri indagati nell’inchiesta Octopus. Il nome di Fangareggi era ad esempio nelle ultime consulenze di Stu Reggiane (15.000 euro nel 2017 per ‘comunicazione’)”.

Aggiungono i Cinque Stelle: “Chiediamo inoltre la trasparenza totale su tutte le consulenze delle partecipate del Comune di Reggio (in primis Iren), serve una operazione di ‘disclosure’ totale che vada al di là del regolamento comunale esistente. Chi non ha nulla da nascondere non ha paura della trasparenza. Pubblicate tutto”.