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“Inchiesta Octopus e frode fiscale, così fan tutti”

Sinistra per Bagnolo commenta i recenti sviluppi dell'indagine: "E adesso arriva un bel condono fiscale. Pagato da chi paga le tasse fino all'ultimo centesimo"

REGGIO EMILIASecondo recenti informazioni giornalistiche, ben 10 delle 74 persone indagate nell’ambito della inchiesta Octopus risultano residenti a Bagnolo in Piano. Già erano note le accuse, nella medesima inchiesta, a carico di un funzionario Cna in servizio a Bagnolo e dei titolari della ditta Reggiana Gourmet che ha sede a Bagnolo.

L’inchiesta Octopus ha portato alla luce – grazie al lavoro di forze dell’ordine e magistrati – un grosso giro, articolato in mezza Italia e anche all’estero, di false fatturazioni e di conseguenti frodi fiscali. In parte, questa inchiesta si intreccia con quella anti-ndrangheta denominata Aemilia, la più grande mai vista nel nord Italia per numero di persone coinvolte (oltre 200). Alcuni nomi, infatti, compaiono sia nell’una che nell’altra inchiesta.

Ma molte persone indagate nella inchiesta Octopus – gente normale: artigiani, imprenditori, liberi professionisti, ovviamente tutti “innocenti” fino a condanna definitiva – presumibilmente c’entrano nulla con la ‘ndrangheta. Nemmeno sanno o si sono preoccupate di sapere chi fosse e quali collegamenti avesse il faccendiere di turno che – se le accuse saranno confermate – ha proposto loro l’aiutino delle fatture false per evadere le tasse.

Queste persone sono “semplicemente” accusate di fare quello che fanno purtroppo tantissimi connazionali, tutti i giorni e in tutte le parti d’Italia: frodare lo Stato, cioè i contribuenti che pagano regolarmente le tasse. D’altra parte, se il fenomeno non avesse dimensioni gigantesche, non si capirebbe la cifra altrettanto gigantesca in cui è stimata l’evasione fiscale in Italia: 130 miliardi di euro.

E non si capirebbe perché l’Italia abbia un debito pubblico record, perché si sia costretti a elemosinare di continuo qualche miliardo e qualche decimale di deficit ulteriore, perché comunque i soldi non bastino mai per rimettere in equilibrio i conti dello Stato, per affrontare le disuguaglianze crescenti, il rilancio del welfare, la necessità di adeguati investimenti pubblici per le infrastrutture e per la tutela dell’ambiente.

Questo governo, come molti altri che l’hanno preceduto, fa finta che non sia questo il nodo centrale, la madre di tanti disavanzi e di tante ingiustizie. Basterebbe recuperare almeno una parte della evasione fiscale per non doversi sempre dimenare tra spread, sforamenti, casse vuote. Invece, è più facile strepitare contro l’Europa (che pure va cambiata), contro i migranti (che pure vanno gestiti meglio), contro i poteri forti (che esistono ma non possono essere evocati per tutti gli usi). E agli evasori, come al solito, un bel condono fiscale. Pagato da chi paga le tasse fino all’ultimo centesimo.

Non esiste e non esisterà mai alcuna possibilità di “cambiamento” se non si prosciuga il bacino della illegalità fiscale di massa.