Aemilia, Mescolini: “Parlare è la nostra prima arma civile”

Il sostituto procuratore: "Chiedo un giudizio equlibrato per condannare gli imputati"

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REGGIO EMILIA – “L’unica forza che ci rimane e’ quella di parlare, perche’ vogliono che si taccia. E’ la prima arma civile che noi dobbiamo esercitare. Costoro non la vogliono”. A dirlo e’ il pm Marco Mescolini, accusa nel maxi processo contro la ‘ndrangheta al nord Aemilia (in corso a Reggio Emilia), continuando questo pomeriggio la sua requisitoria.

Il magistrato ricorda a questo proposito le minacce rivolte nel 2012 alla parlamentare reggiana del Movimento 5 stelle Maria Edera Spadoni invitata a “non parlare di Grande Aracri” e quelle analoghe rivolte all’ esponente leghista Catia Silva “che doveva stare zitta” nel 2009.

Mescolini aggiunge poi: “Davvero penso che la ricostruzione che la collega ha fatto di tutto quanto e’ avvenuto di fronte ai nostri occhi chieda un giudizio equilibrato su quello che dovrete dare per condannare tutti coloro che sono stati accusati certamente al capo 1 (il reato di associazione di stampo mafioso, ndr)” (Fonte Dire).

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