Caso Castelnovo Monti, l’Ausl: “Parto non poteva avvenire lì”

La replica: "Ipotesi elicottero solo per comfort, con ambulanza solo venti minuti in più"

REGGIO EMILIA – L’Ausl reggiana si difende di fronte alle polemiche per il caso avvenuto sabato sera a Castelnuovo Monti. Intanto la donna incinta ricoverata all’arcispedale Santa Maria Nuova (le sue “condizioni sono buone e verra’ presto dimessa”) “anche in caso di travaglio in atto non avrebbe potuto partorire a Castelnovo Monti, perche’ si sarebbe trattato di un parto al sesto mese di gravidanza, il cui esito e’ legato alla presenza della terapia intensiva neonatale”.

Per quanto riguarda l’ipotesi del trasporto in elicottero, “in un primo tempo richiesta, ma poi non avvenuta per un problema tecnico al velivolo proveniente da Bologna (al momento il solo abilitato per il volo notturno), essa era stata valutata per ragioni legate principalmente al comfort della paziente, non certo per problemi legati alla urgenza dell’arrivo a Reggio Emilia”.

Il medico dell’ambulanza, infatti, “appena visitata la signora, aveva verificato che non c’era alcun segno di travaglio in atto ne’ tantomeno di parto imminente. Tuttavia in presenza di sintomatologia dolorosa addominale il ricovero e’ stato disposto in via cautelativa per gli accertamenti del caso”.

Il problema tecnico all’elicottero “ha generato un’attesa in piazzola a Castelnuovo Monti, da parte della paziente, di 5 minuti, trascorsi i quali l’ambulanza, avuta conferma dell’impossibilita’ di intervento dell’elisoccorso, l’ha trasportata a Reggio Emilia, dove e’ arrivata una ventina di minuti oltre il tempo che avrebbe garantito l’elicottero”. Ora, “per motivare le cause tecniche della mancata effettuazione del servizio e’ stata richiesta una relazione ai gestori del mezzo dall’azienda Usl di Bologna”.