Duplice infanticidio, la madre ha accettato le cure

Per la morte del figlio viene contestata la premeditazione ad Antonella Barbieri. Gogna mediatica sulla famiglia: aperto un falso profilo Facebook del marito. Domani in ospedale l'udienza di convalida dell'arresto

REGGIO EMILIA – Antonella Barbieri (nella foto con il marito), la donna di 39 anni che giovedì scorso ha ucciso i due figli di 2 e 5 anni, prima di tentare il suicidio accoltellandosi al petto, si è convinta ad accettare le cure dei sanitari dopo averle rifiutate per giorni.  I medici avevano insistito perché temevano che la coltellata che si era autoinflitta, che le ha perforato il polmone, potesse esserle letale. Da quando era stata ritrovata con ferite all’addome all’interno della sua auto lungo l’argine del Po a Luzzara, con accanto a lei il cadavere del figlio di 5 anni, Lorenzo Zeus, la donna si era chiusa nel mutismo non accettando le cure.

Intanto si apprende, secondo quanto riporta la Gazzetta di Reggio, che, per quanto riguarda l’uccisione del figlio, alla madre viene contestata l’aggravante della premeditazione dato che a Suzzara le telecamere di sorveglianza hanno filmato la donna mentre usciva di casa (verso mezzogiorno) tenendo per mano il figlio che avrebbe poi ucciso due ore dopo a Fogarino di Luzzara con un fendente al cuore con il coltello da cucina che aveva portato con sé. Prima la 39enne aveva soffocato l’altra figlia, la piccola Kim, due anni, nel letto matrimoniale. Infine c’è l’accusa di porto abusivo d’arma per il coltello usato dalla madre prima contro il figlio e poi contro di sé. Domattina, nell’udienza di convalida dell’arresto che si terrà in ospedale, il pm Pantani chiederà la misura cautelare in carcere della donna.

Il giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini, che si presenterà alle 9.30 in reparto per ascoltarla, dovrà decidere anche se se riunire l’intera indagine a Mantova, luogo in cui si è consumato il primo delitto, per competenza territoriale.

Antonella Barbieri, che secondo alcuni familiari pare avesse già sofferto di gravi problemi psichici in passato, sarà sottoposta in ospedael anche ad un percorso psicologico disposto dai medici. Gli inquirenti stanno cercando di capire se la madre, i cui problemi psicologici erano noti, sia stata assistita in modo adeguato e se questa tragedia potesse essere evitata. La donna, stando agli accertamenti, era stata dimessa a ottobre dopo un trattamento sanitario obbligatorio di un mese.

Quello che sta facendo soffrire ancora di più le due famiglie è la gogna mediatica che si è scatenata sul web, con migliaia di commenti, analisi e sentenze, fino ad arrivare a un finto profilo Facebook che riportava nome e cognome del padre, con tanto di foto rubate. Commenti in cui il finto marito della donna si sarebbe definito “un fallito per non aver capito”, promettendo che d’ora in poi le sarebbe “stato accanto come non aveva mai fatto”. La famiglia ha segnalato il post a Facebook che è stato rimosso ieri mattina.