Via Turri, bollette non pagate: Iren minaccia di togliere l’acqua

Spediti avvisi per morosità a centinaia di famiglie che vivono in sette condomini per un debito di oltre 200mila euro. Fantuzzi attacca: "Ma al Comune di Torino, debitore di 190 milioni, la multiutility riserva un trattamento diverso"

REGGIO EMILIA – Iren ha spedito avvisi per morosità per il mancato pagamento dell’acqua a centinaia di famiglie che vivono in sette condominii della zona stazione. Le situazioni sono varie. Ci sono palazzi che sono indietro con i pagamenti per 4mila euro e palazzi che devono alla multiutility decine di migliaia di euro, il che può significare cifre per famiglia dai mille ai duemila euro.

In tutto si parla di una cifra che potrebbe essere di oltre 200mila euro. Nelle lettere inviate Iren minaccia il distacco dell’acqua che potrebbe arrivare a fine mese.

Sullo sfondo, fra l’altro, resta il problema del teleriscaldamento che non era stato pagato in alcuni condomini e che circa un anno fa aveva portato al distacco dell’acqua calda in sette condomini su nove coinvolti dagli arretrati. Soltano in due stabili, infatti, il piano di rientro era stato accettato. Ed è quello che rischia di tornare a capitare per l’acqua.

Qui la situazione, tuttavia, è diversa perché per riscaldamento ognuno si è potuto arrangiare attivando un impianto autonomo, ma per l’acqua la gestione è centralizzata e non è possibile farlo e quindi andrebbe staccata a tutto il condominio. E c’è chi fa notare che questo non si può fare, ma tutt’al più sospendere l’erogazione in certi orari della giornata, perché si tratta di un bene di prima necessità. Infatti nelle lettere inviate si parla di staccare o razionare l’acqua.

Fantuzzi: “Ma al Comune di Torino, debitore di 190 milioni, riservate un trattamento diverso”
Sulla vicenda interviene anche Francesco Fantuzzi a nome del gruppo interprovinciale piccoli azionisti di Iren, che si riunirà sabato mattina alle 10.30 nella sede Cisl di via Turri, che scrive: “Gli eventi degli ultimi giorni paiono confermare quanto il titolo dell’iniziativa sia pertinente: infatti, ai temi già previsti all’ordine del giorno si aggiungerà una valutazione dei Piccoli azionisti sul possibile distacco del servizio idrico in numerosi condomini proprio di via Turri. Togliere l’acqua, bene essenziale per la dignità della vita, è un evento gravissimo che provoca autentico sconcerto e su cui i soci pubblici dovranno pronunciarsi, così come qualcuno dovrà spiegarci perchè al Comune di Torino, debitore cronico ad oggi per quasi 190 milioni di euro, si riserva da anni un trattamento ben diverso”.

E aggiunge: “Altra questione che ci preoccupa è quella dei disinvolti investimenti immobiliari nel Tecnopolo ex Reggiane e nei terreni che avrebbero dovuto ospitare a Gavassa il Tmb poi Tm poi chissà che, forse l’impianto di biometano ipotizzato nelle accattivanti slides di Reggio respira. Milioni di euro di cui non è stata data alcuna informazione in assemblea dei Soci e di cui non è chiara la finalità, atteso che Iren rinnovabili (che peraltro assai opportunamente non viene consolidata nel bilancio a causa della pesantissima esposizione) non è un’immobiliare, e che la stessa Iren, schiacciata dai debiti, ha ceduto tre anni fa a un fondo i locali della propria sede.
presidente Profumo, proprio non ci siamo, e non siamo i soli a pensarlo, come le dimissioni di ben tre sindaci dalla commissione sulla legalità e lo sciopero generale di lunedì 29 confermano tristemente”.