Via Turri, bollette non pagate per 130mila euro: Iren raziona l’acqua

La multiutility ha informato i condomini che, dal 16 ottobre, è stata ridotta la fornitura centralizzata del servizio idrico a tre palazzi. L'assessore Sassi: "Colpiti 15 residenti, gli altri hanno individualizzato il servizio"

REGGIO EMILIA – Iren ha inviato una lettera in cui ha annunciato la sospensione-riduzione della fornitura condominiale di acqua ai residenti dei palazzi ai numeri civici 41-13-45 di via Turri.

Si legge nella lettera inviata ai condomini e all’amministratore del condominio, lo studio Ciemme di via Bizet, che, “nonostante i precedenti solleciti e avvisi, sussistono ad oggi a carico dei condomini fatture insolute e sollecitate per il complessivo importo di 132mila e 132 euro”. In seguito a questo Iren Mercato avvisa che dal 16 ottobre è stata ridotta la fornitura di acqua centralizzata condominiale del servizio idrico.

Già nel febbraio 2016 Iren aveva spedito avvisi per morosità per il mancato pagamento dell’acqua a centinaia di famiglie che vivono in sette condominii della zona stazione. Le situazioni erano varie. C’erano palazzi che erano indietro con i pagamenti per 4mila euro e palazzi che dovevano alla multiutility decine di migliaia di euro, il che poteva significare cifre per famiglia dai mille ai duemila euro. In tutto si parlava, all’epoca, di una cifra di oltre 200mila euro.

Un anno prima, nel 2015, si era verificato il problema del teleriscaldamento che non era stato pagato in alcuni condomini e che, all’epoca, aveva portato al distacco dell’acqua calda in sette condomini su nove coinvolti dagli arretrati.

Acqua

L’erogazione dell’acqua, tuttavia, difficilmente sarà sospesa completamente da parte della multiutility dato che è un bene di prima necessità. Sarà probabilmente sospesa l’erogazione in certi orari della giornata. Infatti nelle lettere inviate si parla di staccare o razionare l’acqua.

L’assessore Sassi: “Colpiti 15 residenti, gli altri hanno individualizzato il servizio”
L’assessore al Welfare, Matteo Sassi, chiarisce la situazione: “Un anno fa decidemmo di promuovere un piano, richiesto da tanti condomini, di individualizzazione delle utenze. In quei tre palazzi ci sono, in tutto, una cinquantina di appartamenti. Il condominio 45 ha fatto l’individualizzazione e così pure circa la metà dei residenti dei condomini 41 e 43. Mancheranno, quindi, una quindicina di famiglie in tutto. Il razionamento dell’acqua era stato chiesto gli stessi condomini, perché, altrimenti, avrebbero continuato a rispondere dell’ulteriore debito maturato”.