Silk Faw, Vecchi: “Sta all’azienda dimostrare la credibilità del progetto”

Il sindaco: "Se sfuma il territorio va avanti lo stesso"

REGGIO EMILIA – “Il giudizio sul progetto l’abbiamo dato a più riprese. Ora servono fatti e piena corrispondenza agli impegni presi. Non stiamo parlando di un’opera pubblica dei cui ritardi si può anche chiedere conto necessariamente alle istituzioni pubbliche. Stiamo parlando di un investimento privato. Tocca a Silk Faw dimostrare la credibilità del progetto presentato e spiegare in che tempi e modi contino di darne attuazione”.

Lo afferma il sindaco Luca Vecchi intervenendo – dopo l’assessore regionale Vincenzo Colla – sul progetto del maxi polo delle auto elettriche a Gavassa. La presa di posizione del primo cittadino, che chiede chiarezza, arriva dopo il mancato rogito per l’acquisto dell’area dove dovrebbe sorgere lo stabilimento, l’addio di alcuni top manager, gli affitti di locali non saldati e gli arretrati sugli stipendi dei dipendenti. Circostanze su cui la Procura reggiana ha aperto una lente di ingradimento. Il sindaco è tuttavia tranquillo perché, spiega alla “Dire”, “per quanto ci riguarda non abbiamo concesso nulla. Abbiamo fermato i lavori della Conferenza di servizi che saranno chiusi soltanto quando vi sarà la necessaria certezza attuativa del progetto”.

Il “nostro comportamento- sottolinea quindi ancora il sindaco- è ispirato ad un principio di prudenza e cautela a tutela dell’interesse pubblico. Non mi interessano strumentali speculazioni politiche ci interessano solo i fatti che confidiamo possano concretizzarsi a breve o diversamente il progetto rischia di compromettere in modo irreparabile la propria credibilità”.

Ma comunque “il nostro territorio ha costruito nel tempo benessere e competitività economica anche a prescindere da questa vicenda la quale se si realizzerà vi contribuirà ulteriormente, diversamente andiamo avanti comunque”. Vecchi ammette poi: “E’ indubbio che non ci aspettavamo questa evoluzione problematica in questi mesi, d’altra parte non mi sfugge che, di fronte alla complessità finanziaria, industriale e geopolitica di certi progetti serve avere il giusto grado di buon senso e consapevolezza. Per evitare di far scadere il dibattito in un pericoloso provincialismo, serve a volte il giusto grado di pazienza”.

Anche questo “è un segno di attenzione all’interesse pubblico di un territorio”. Pertanto, conclude Vecchi, “pur con le dovute preoccupazioni per l’evoluzione di questi mesi, resto fiducioso sul buon esito e se questo non troverà fatti concreti a breve sarà nostra cura insieme alla Regione riconvocare il board” (Fonte Dire).