Il M5S: “Nuovi bus a metano di Seta, scelta mediocre e sbagliata”

Setti e Soragni: "La via per la decarbonizzazione è l’elettrificazione"

REGGIO EMILIA – “Percorrere la transizione ecologica passando per il metano è un po’ come ‘saltare un fosso per il lungo’. Non è detto che il fosso si salti e soprattutto che si riesca a passarlo in tempo. Il metano non è verde come lo si è dipinto in tanti modi perché, pur riducendo parecchio le emissioni di particolato ed ossidi di azoto, rimane un combustibile fossile che mantiene alte le emissioni di CO2 e che, soprattutto, non ci porta verso una decarbonizzazione così come erroneamente sostenuto dai vertici Seta durante la conferenza stampa di venerdì scorso”.

Lo scrivono il consigliere comunale del M5S Paola Soragni e Giancarlo Setti consigliere comunale pentastellato di Correggio che aggiungono: “La via per la decarbonizzazione è l’elettrificazione, cioè la sostituzione delle tecnologie che utilizzano combustibili fossili con tecnologie che utilizzano l’elettricità soltanto da fonti rinnovabili in tutti i settori, dalla cucina di casa, al riscaldamento, ed appunto ai trasporti”.

Il Green Deal, della Unione Europea prevede una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030  ben lontano dalla curva di riduzione che si otterrà dalla scelta di SETA di puntare sul metano per la conversione ecologica dei mezzi, metano che come sappiamo, permette la riduzione molto contenuta di CO2 (circa del 20%).

Si domandano i due consiglieri pentastellati: “Come potremo essere in linea con questi obbiettivi se entro il 2026 cioè ad un passo dal 2030 sono previsti solamente 11 veicoli elettrici a Reggio su una flotta di 280 mezzi che saranno  in gran parte già rinnovati metano? “.

Soragni e Setti ricordano che nella vicina Parma, senza considerare tutto il sistema dei filobus elettrici che già permette una mobilità pubblica green, arriverà entro il 2023 una prima tranche di 12 bus elettrici a cui ne seguiranno altri 15.

E aggiungono: “Dalla conferenza stampa di venerdì scorso apprendiamo che Seta entro il 2024 sostituirà un centinaio di mezzi nuovi la cui propulsione principale sarà il metano. Di questi 60 saranno destinati ai servizi urbani ma solamente 3 avranno una propulsione full electric.  Perché non si è scelto di partire con la propulsione elettrica almeno sui mezzi urbani come stanno facendo altre città più virtuose? Soprattutto perché si è scelto di partire con soli tre mezzi elettrici finanziati dal PNRR nonostante per Reggio Emilia gli 8 milioni di euro assegnati avrebbero dato la possibilità di partire già con 11 autobus full electric a zero emissioni?”.

Concludono i due consiglieri: “Per arrivare alla decarbonizzazione in tempo ognuno deve fare la sua parte ed il comune di Reggio Emilia non sta facendo abbastanza. Vedere i nostri amministratori felici presentando un piano di conversione ecologica mediocre e sbagliato ci preoccupa riguardo al nostro futuro, alla nostra salute ed a quella del nostro pianeta”.