Silk Faw, la Pignedoli: “Faro sull’operazione della Commissione europea”

L'eurodeputata del M5S: "Sarebbe il caso che gli amministratori locali si decidano finalmente a prendere posizione contro il progetto e lo blocchino definitivamente"

REGGIO EMILIA – Nuova tegola, come anticipato ieri dal nostro giornale, sul progetto miliardario targato Silk-Faw, per realizzare a Reggio Emilia uno stabilimento di produzione di auto elettriche di lusso. A commentare la notizia l’eurodeputata del M5s Sabrina Pignedoli che scrive, a proposito della causa intestata dalla statunitense Ideanomics contro Silk Ev accusata di non aver restituito i 15 milioni di dollari che la società con base alle Cayman aveva ricevuto un anno fa: “Si tratta di soldi destinati all’operazione Silk Faw in Emilia-Romagna, un progetto che sta crollando come un castello di carte”.

Secondo Pignedoli “erano evidenti l’evanescenza e i rischi per il made in Italy del progetto a Gavassa, con finanze provenienti dalla Cina e dal paradiso fiscale delle isole Cayman, con terreni ancora da acquistare e un consumo di suolo smisurato”. Per questo, aggiunge ancora la parlamentare Ue, “hanno lasciato perplessi il tenace e miope entusiasmo del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, e quello del presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che, aveva promesso 4,5 milioni di euro per il progetto. Ci auguriamo che ora abbiano cambiato idea”.

Pignedoli informa da ultimo che “la Commissione europea, dopo una mia interrogazione, ha acceso un faro sulle operazioni societarie legate al progetto Silk Faw in Emilia-Romagna e ai finanziatori cinesi. Ora sarebbe il caso che gli amministratori locali si decidano finalmente a prendere posizione contro il progetto e lo blocchino definitivamente”.