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Sos Cgil su lavoratori ricostruzione post sisma

Funzione pubblica e Nidil: "In 15, dopo aver lavorato per 9 anni alla ricostruzione post sisma 2012, non sanno ancora se il primo novembre il loro contratto sarà rinnovato"

REGGIO EMILIA – Sono 15 i lavoratori in provincia di Reggio Emilia che, dopo aver lavorato per 9 anni alla ricostruzione post sisma 2012, non sanno ancora se il primo novembre il loro contratto sarà rinnovato. Si tratta – spiegano le sindacaliste Khedidja Sayah (Nidil Cgil) e Elena Ferrari (Fp Cgil) – di dipendenti precari in forza agli enti territoriali delle Unioni dei Comuni colpiti dal terremoto, cioè quelle della Bassa reggiana e della Pianura.

I sindacati evidenziano come “già dal confronto sindacale di fine settembre con la struttura commissariale era emerso come fosse necessario che per i mesi di novembre e dicembre 2021 fossero gli stessi enti a provvedere direttamente, attraverso le Agenzie per il lavoro, a prorogare le missioni in scadenza col commissario, che avrebbe comunque provveduto a risarcire ogni onere”.

Questo perché “l’appalto di fornitura del personale sisma cessa la sua vigenza il 31 ottobre 2021 e non è più possibile procedere ad ulteriori proroghe”. Per i lavoratori reggiani, tuttavia, si è al momento “in assenza di risposte chiare circa il loro impiego a partire proprio dal primo novembre, cosa che sta generando inquietudini sociali e famigliari in quei lavoratori che da ormai nove anni sono impiegati nella ricostruzione e si ritrovano allo stesso punto ad ogni scadenza di appalto”, evidenziano Sayah e Ferrari.

“I Comuni delle Unioni – proseguono – non danno ancora alcun riscontro certo né ai lavoratori né alle organizzazioni sindacali che li rappresentano. Si rischia, quindi, che potrebbe ritardarsi o bloccarsi l’avanzamento dei lavori, per la perdita imminente di numerosi lavoratori impegnati nelle attività, nonostante in quest’area insistano ancora lavori di ricostruzione che si dovranno completare nei prossimi anni, in particolare le opere pubbliche”.

Le parti sociali sollecitano quindi alle Unioni “risposte tempestive circa la continuità occupazionale dei lavoratori interessati all’ennesima scadenza contrattuale”, perché “i lavoratori e i cittadini meritano risposte concrete, la cui assenza non può dipendere dall’incertezza e dalla disattenzione politica dei Comuni nel prendere decisioni adeguate a mettere in sicurezza il territorio”. In tutta la regione i lavoratori nella stessa situazione di quelli di Reggio sono circa 70. A Bologna e Ferrara non si registrano problemi perché gli enti locali hanno dato continuità a contratti e attività.