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Rinaldi (Lega): “Fedez ha strumentalizzato le mie parole”

Il consigliere comunale reggiano: "Una vergognosa campagna politica anti Lega nel giorno della festa del lavoro"

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REGGIO EMILIA – “Il “concertone” del 1 Maggio” costato ben mezzo milione di euro ai contribuenti italiani non ha certamente deluso le aspettative. Anche quest’anno a passare in primo piano nella Festa dei lavoratori non è stata la drammatica situazione del lavoro in tempi di pandemia, ma la propaganda politica dell’influencer Fedez che ha sfruttato una festa di tutti gli italiani per fare il suo vergognoso comizio politico contro la Lega e a favore del DDL Zan”.

Lo scrive il consigliere comunale della Lega Nord, Alessandro Rinaldi, preso di mira dal rapper, insieme ad altri politici leghisti, nel suo discorso durante il concerto del Primo Maggio a Roma.

Continua Rinaldi: “Un vero e proprio monologo senza contradditorio in cui il rapper ha espresso tutto il suo odio politico nei confronti di un partito e dei suoi esponenti, fornendo in mondovisione uno spettacolo indegno e mancando di rispetto ai lavoratori e alle lavoratrici che pagano puntualmente il canone Rai e che non hanno colore politico. Nel suo “comizio” Fedez non ha mancato di fare nomi e cognomi, attaccando senza possibilità di replica esponenti della Lega tra cui il sottoscritto. Come facilmente prevedibile, da esperto haters politico ha strumentalizzato in maniera cinica e spregiudicata il mio intervento fatto durante il consiglio comunale del 7 aprile 2021, estrapolando una parola e omettendo volontariamente di citare la mia frase nella sua interezza”.

E aggiunge: “In poche parole, ha impacchettato l’ennesima fake news strumentale con milioni di Italiani in diretta televisiva per fomentare mediaticamente una fantomatica ‘emergenza omofobia’ in Italia e agevolare l’approvazione del Ddl Zan. Se il cantante fosse stato onesto e corretto avrebbe certamente riportato la mia frase nel suo contesto e nella sua completezza originaria che, nell’ambito di una discussione su una mozione Pd per incentivare il turismo Lgbtq a Reggio Emilia, prevedeva l’invito agli esponenti Lgbtq (e non ai gay come lui cita) a non risaltare in maniera ossessiva e grottesca il loro orientamento sessuale, ma a comportarsi come tutte le persone “normali”, ponendosi sullo stesso piano e nella stessa posizione della persone etero perché ognuno è libero di scegliere l’orientamento sessuale che vuole”.

Conclude Rinaldi: “Un ragionamento paritario, fondato sul principio di uguaglianza sostanziale tra le persone. E’ omofobia chiedere alle associazioni Lgbtq di comportarsi in modo normale, cioè senza invocare l’orientamento sessuale come elemento di privilegio sociale e politico? Non si può chiedere a una persona omosessuale di non pretendere agevolazioni turistiche privilegiate solo perché è omosessuale? È omofobia questa? Le fake news hanno le gambe corte. Ma soprattutto non sono rispettose nei confronti dei tuoi tanti fans che ti seguono per le tue canzoni e le tue esibizioni, non per essere strumentalizzati e condizionati, il tuo pubblico non lo merita. Urla il tuo pensiero, diffondilo e sarò il primo ad ascoltarti, ma pensa con la tua testa e non sconcederti a strumentalizzazioni indegne. Dimmi dove e quando…”.

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