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Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

Studenti sospesi al Canossa, Rec: “Cancellate la sanzione”

Reggio Emilia in Comune: "Il preside Cottafavi si è comportato come se la scuola fosse sua proprietà, e di fronte a ragazzi e ragazze che rivendicavano la loro autonomia, ha reagito come di fronte alla lesione del suo personale potere"

REGGIO EMILIADavanti ad un anno di chiusura delle scuole e di salute fisica e psichica di studentesse e studenti di tutta Italia messa a dura prova, le misure sanzionatorie attuate dalla dirigenza del liceo Canossa verso gli studenti protagonisti dell’occupazione dell’istituto, lasciano sconcerto.

Ragazze e ragazzi che protestano per il proprio diritto allo studio e si battono perché la scuola rimanga aperta ed in presenza, sarebbero da premiare, o almeno valorizzare, non certo da reprimere. L’occupazione è una forma di lotta, uno dei modi in cui gli adolescenti storicamente iniziano ad occuparsi della politica e la scuola deve essere anche il luogo dove trovare sostegno e accompagnamento in questa maturazione.

Invece al Canossa, evidentemente, ha prevalso la logica di una scuola che, smantellata della sua funzione di educare alla comprensione della realtà, oggi sempre più è immersa nelle logiche di mercato. Occupazione dell’istituto vuol dire brutta pubblicità e meno iscritti, avrà pensato il ‘Preside-Amministratore Delegato’ Cottafavi, dimenticando che le più grandi evoluzioni sociali in Italia sono arrivate dopo intense mobilitazioni studentesche.

L’autonomia degli studenti è uno dei capisaldi della nostra scuola democratica, come riconosciuto nello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria. Il dirigente del liceo Canossa, disconoscendo questo essenziale diritto, ha mostrato tutta la sua ignoranza della democrazia e delle più elementari competenze pedagogiche.

Il signor Cottafavi, che mostra anche ambizioni politiche, si è comportato come se la scuola fosse sua proprietà, e di fronte a ragazzi e ragazze che rivendicavano la loro autonomia, ha reagito come di fronte alla lesione del suo personale potere, rifiutandosi di assumersi la responsabilità di garantire lo svolgimento in sicurezza di una assemblea e addirittura impedendo l’ingresso a studentesse e studenti, isolando all’interno della scuola chi aveva preso l’iniziativa di indire quella assemblea.

Come Reggio Emilia in Comune siamo al fianco di chi lotta per una scuola pubblica, laica, inclusiva, gratuita e di qualità, una scuola che abbia ancora la funzione primaria di dotare i suoi studenti degli strumenti per una visione critica autonoma della realtà, di essere luogo fondamentale di socializzazione trasversale e prova generale prima di essere catapultati nella società adulta.

Per questo esprimiamo vicinanza e sostegno agli e alle occupanti del Liceo Matilde di Canossa, oggi colpiti con tre giorni di sospensione cosa che, in un anno di didattica a distanza, appare inoltre un atto che rasenta il ridicolo. Sosteniamo anche la richiesta di cancellare le sanzioni di sospensione dalla didattica e di avviare un percorso di ascolto democratico rispettoso della autonomia delle studentesse e degli studenti; ci sentiamo anche vicini alla dignità dimostrata da studenti sanzionati che, di fronte alla scelta di tre giorni di sospensione o uno solo, ma con obbligo di partecipazione a un percorso formativo con i professori di pedagogia e di diritto della scuola, hanno scelto la prima opzione, dicendo di non aver bisogno di essere “rieducati” come si fa coi delinquenti.

Pensiamo che si debba fare tutto il possibile per sconfiggere il Covid19, ma non possiamo non evidenziare che tenere le scuole chiuse e la produzione aperta sia una forte contraddizione. La scuola vera, quella in presenza, è un bene di prima necessità, perchè solo attraverso la sua funzione sociale, educativa, culturale e formativa, si possono garantire teste pensanti e valori di inclusione e uguaglianza, garantire insomma l’evoluzione della società e la costruzione di un futuro per tutte e tutti.

Reggio Emilia in Comune