Mafie, Agende Rosse: “Brescello attacca attivisti per isolarli”

Gel fra Comune a Associazione dopo l'abbandono della commissione legalità

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REGGIO EMILIA – Abbandonando la commissione Legalita’ del Comune di Brescello – decisione presa il 27 febbraio e annunciata nei giorni scorsi – il gruppo “Rita Atria” del movimento Agende Rosse di Reggio Emilia intendeva chiudere l’esperienza “senza rimpianti e senza rancore”. Ma la replica dell’amministrazione, arrivata in contemporanea alle motivazioni della sentenza del processo di ‘ndranghta Grimilde, getta nuova benzina sul fuoco.

La giunta comunale guidata dal sindaco Elena Benassi accusa infatti i vertici dell’associazione di essere “alla ricerca di una effimera presenza sui mass media” e chiama esplicitamente in causa gli attivisti Marga Maria Venturi e Nicola Bolzoni, quest’ultimo autore di denunce sul fatto che molte famiglie brescellesi, visto il clima di tensione nel paese, rinunciano a iscrivere i figli nelle scuole comunali per rivolgersi a quelle dei Comuni limitrofi.

Il tutto mentre le oltre 1.400 pagine del gup Sandro Pecorella sostengono una totale assenza di discontinuita’ degli amministratori locali rispetto ai loro predecessori, in carica quando il Comune fu (il primo in regione) ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose.

“Il Comune di Brescello, invece di interrogarsi sui motivi che hanno spinto le Agende Rosse ad uscire dalla commissione antimafia, trova in uno dei nostri attivisti (volontario come tutti gli altri) un bersaglio da isolare ed esporre a rischio. Rischio che, pochi giorni dopo, la sentenza del processo Grimilde, e’ ancora piu’ evidente”, commentano le Agende Rosse reggiane. Perche’ in pratica, sottolineano, “viene dichiarato che insieme all’assenza di segnali reali di discontinuita’ da parte delle istituzioni locali, c’e’ addirittura connivenza”.

Parlando con la ‘Dire’, Agende rosse spiegano: “Abbiamo fatto di tutto per costruire proposte e documenti, lavorando in modo assiduo e produttivo anche fuori dalle sedute della commissione e cercando un confronto attivo e partecipativo con i cittadini di Brescello”. Ma alla fine “abbiamo constatato che non c’erano le condizioni per poterlo fare all’interno di una commissione chiusa su se stessa”. Ora pertanto, “porteremo avanti cio’ che abbiamo proposto fuori dalla commissione con la serieta’ e l’impegno di sempre, nell’interesse dei cittadini”, concludono Agende rosse.

Ai “colleghi” di Reggio Emilia arriva intanto la solidarieta’ del gruppo di Agende Rosse “Mauro Rostagno” di Modena. “Fin da subito abbiamo appoggiato la decisione ben ponderata del gruppo di Reggio Emilia e provincia di entrare a far parte della commissione Legalita’ di Brescello perche’ criticare a prescindere senza tentare non sarebbe stato credibile o utile”. Un “plauso quindi al gruppo Rita Atria che ha saputo portare temi reali e importanti all’interno della commissione. Temi prontamente respinti”.

Ora pero’, concludono gli attivisti modenesi, “anche grazie alla dura esperienza del gruppo di Reggio possiamo affermare, con ancora piu’ forza rispetto al passato, che non vi e’ alcuna discontinuita’ fra la passata amministrazione e quella attuale. Piu’ che non comprendere non si vuole comprendere”. Intanto il senatore della Lega Stefano Corti, referente regionale del dipartimento antimafia del Carroccio, e Matteo Melato, referente provinciale di Reggio, chiedono che “l’attuale amministrazione locale faccia chiarezza su quanto messo nero su bianco dal giudice Pecorella e che i riti inutili e le commissioni comunali vengano sostituite da una vera attivita’ di pulizia interna” (Fonte Dire).

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