Mafie, polizia locale di Brescello: “Mai fatto sconti a nessuno”

Dopo le accuse su Grande Aracri. Il comandante Romandini: "Non faremo indagini interne"

REGGIO EMILIA – La Polizia locale della Bassa Reggiana non ci sta ad essere dipinta con la schiena piegata alla ‘ndrangheta a Brescello, dove secondo le motivazioni del processo Grimilde non faceva alla famiglia Grande Aracri neppure una multa per divieto di sosta.

“Abbiamo sempre lavorato contro la presenza di infiltrazioni mafiose in stretta collaborazione prima con la struttura commissariale che ha guidato il Comune di Brescello negli scorsi anni, e successivamente con l’attuale Amministrazione comunale e con tutte le altre forze dell’ordine”, ribatte il comandante del Corpo unico dell’Unione dei Comuni Carlo Alberto Romandini.

“Se nel corso delle indagini fossero emersi elementi o episodi di illiceita’ riferiti alla condotta dei miei operatori – aggiunge – ci sarebbe stata una indagine penale, visto che si tratta di reati perseguibili d’ufficio e il giudice avrebbe agito di conseguenza”. E dunque, sottolinea Romandini, “nessuno sconto di pena, lo ripeto, e’ e sara’ riservato a chi commette reati o tiene comportamenti contrari alla legge”. Del resto, viene sottolineato, “esiste presso il nostro Comando una cospicua quantita’ di sanzioni e atti ufficiali che parlano in tal senso”.

Rispetto a quanto riportato nelle motivazioni del Gup Sandro Pecorella, il comandante precisa che non avviera’ indagini interne, ne’ ha intenzione di farlo il sindaco di Brescello Elena Benassi. Il primo cittadino, infatti “intendeva solo acquisire ulteriori informazioni da me in un’ottica di reciproca fiducia”.

Per “quanto mi riguarda- dice poi Romandini- non ritengo di dover fare alcuna indagine perche’ non solo sono certo della correttezza di comportamento tenuto dai miei operatori, ma anche perche’ fino ad oggi abbiamo ricevuto dalla magistratura attestati di stima per il lavoro svolto e per la collaborazione sempre fornita alle attivita’ di indagine svolte dalle altre forze di polizia. Questo e’ un aspetto importante che non mi stanco di sottolineare”.

Romandini prosegue dichiarando “con fermezza” che, “sempre massima e costante e’ stata ed e’ la nostra attenzione a quanto succede sul territorio in merito alle attivita’ illecite che si sono presentate e che potrebbero presentarsi in futuro”. E chiude con una frecciata alla stampa: “Trovo che esprimere giudizi o fare presunzioni senza aver prima letto per intero la sentenza sia alquanto azzardato e fuorviante, tanto piu’ se, come e’ stato fatto, si cerca di riassumere in poche righe il contenuto di un verdetto di oltre 1500 pagine”.