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Caso Mescolini, opposizioni scatenate

La Lega: “Cittadini meritano chiarezza, Vecchi riferisca in consiglio e se ha mentito si dimetta”. Il M5S: "Il trasferimento di Mescolini è un fatto grave, chiediamo chiarezza"

REGGIO EMILIA – “Noi siamo garantisti sempre e comunque. Detto questo, qualcuno ha mentito. E se a farlo è stato il sindaco di Reggio Emilia, i cittadini hanno il diritto di saperlo”. Lo scrive Matteo Melato referente provinciale, con tutto il gruppo consiliare della Lega, che aggiunge: “Stando a quanto abbiamo appreso dalla stampa, il pubblico ministero Antonino Di Matteo, componente del CSM, durante la discussione sulla vicenda che ha interessato il procuratore capo, Marco Mescolini, avrebbe fatto affermazioni che non possono passare sotto silenzio. Secondo Di Matteo, il sindaco Luca Vecchi risulterebbe indagato. Ora, o Di Matteo si sbaglia, o Vecchi ha mentito, negando ripetutamente ogni coinvolgimento diretto nella vicenda sugli appalti del capoluogo reggiano e, soprattutto, di comparire nel registro degli indagati, insieme ai funzionari coinvolti nell’inchiesta”.

Conclude Melato: “Per non lasciare spazio a dubbi e insinuazioni, chiediamo al sindaco di riferire in consiglio comunale su quanto emerso, per la rilevanza politica dei fatti. La giustizia, nel frattempo, farà serenamente il suo corso ma se dovesse emergere che ha mentito ai nostri concittadini, chiederemo formalmente le sue dimissioni in Consiglio comunale”.

Sulla vicenda intervengono anche i parlamentari emiliano-romagnoli del Movimento 5 Stelle, Maria Edera Spadoni, Sabrina Pignedoli, Davide Zanichelli, Stefania Ascari, Maria Laura Mantovani, Gabriele Lanzi, Alessandra Carbonaro, Michela Monteveccchi, Marco Croatti e Giulia Sarti, che commentano: “Il Procuratore di Reggio Emilia, dott. Mescolini, verrà trasferito per incompatibilità ambientale, questa è stata la decisione presa dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura. Questo rappresenta un fatto molto grave. Abbiamo massima fiducia nella Procura ma quanto è successo deve essere chiarito quanto prima”.

E ricordano le chat di Mescolini con Palamara. ““Mescolini: “Su Reggio Fai di tutto per chiudere se puoi. È importante per tutto. Marco”. Palamara: “Grande Marco faremo il possibile ma tutto sotto controllo anche se non votiamo oggi”.

Commentano: “Questo un estratto delle chat intercorse il 21 febbraio 2018 tra Palamara, all’epoca consigliere del Csm e presidente della Quinta Commissione, e Mescolini pubblicate a mezzo stampa nel mese di agosto 2020. Come si legge dal testo del provvedimento deliberato dalla Prima Commissione del CSM in data 17 novembre 2020, “la vicenda trae origine da una nota trasmessa da quattro sostituti procuratori di Reggio Emilia, Pantani, Chiesi, Salvi e Stignani le quali lamentavano di non sentirsi nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con la serenità necessaria”. La situazione di generale malcontento dell’ufficio sarebbe esplosa all’indomani delle pubblicazioni delle chat tra Mescolini e il dott. Palamara e dell’insistente campagna mediatica che ha investito la Procura di Reggio Emilia. Nel suddetto provvedimento, si legge: “Tra le citate chat alcune sembrano evidenziare indebite e pressanti richieste al dottor Palamara finalizzate alla nomina di Mescolini come Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia””.

Scrivono i parlamentari pentastellati: “Chiediamo chiarezza inoltre sul presunto intervento del Procuratore Mescolini volto a ritardare le perquisizioni relative alle indagini sui bandi del Comune e sulle case di riposo di Reggio Emilia. Secondo quanto dichiarato dai sostituti procuratori auditi, in particolare dalla dott.ssa Maria Rita Pantani, le colleghe Stignani e Salvi, “si erano lamentate del fatto che, nel corso dell’indagine sui bandi del Comune, avevano subito pressioni dal dottor Mescolini il quale, in particolare, per come le era stato raccontato, aveva preteso la posticipazione di già programmate perquisizioni negli uffici comunali a una data successiva allo svolgimento delle consultazioni elettorali per l’elezione del sindaco”. Inoltre dalla audizione della Salvi emerge che “lo stesso Mescolini avrebbe chiesto, a fronte di una precisa denuncia della Polizia Giudiziaria, di non iscrivere tra gli indagati i soggetti la cui posizione giudiziaria appariva debole, fra cui il sindaco Vecchi”. Lo stesso sindaco Vecchi, indagato dalla Procura di Reggio Emilia proprio nell’ambito delle indagini riguardanti i Bandi, ha pubblicamente esternato la sua solidarietà al Procuratore Mescolini quando veniva attaccato dalla stampa locale”.

E concludono: “Nel testo del provvedimento del relatore consigliere Di Matteo c’è posto anche per l’indagine che ha scosso il sistema dei servizi sociali in provincia di Reggio Emilia. Si legge infatti, dall’audizione della dottoressa Chiesi, che a gennaio dovevano essere notificati gli avvisi di conclusione delle indagini ma “il dottor Mescolini non voleva perché c’erano le elezioni regionali. La collega Salvi, in tale occasione, si impose ma poi venne lasciata sola nella conduzione delle indagini senza neanche un coassegnatario. Aspettiamo le motivazioni della sentenza del CSM e chiediamo chiarezza e trasparenza sui fatti accaduti e sulle persone coinvolte”.