Coronavirus, 100 ricoveri separano Reggio dall’ospedale da campo

Il sindaco Vecchi: "Punto di rottura vicino, i reggiani siano responsabili"

REGGIO EMILIA – Si fa piu’ concreta l’ipotesi di un ospedale da campo per gestire l’emergenza covid a Reggio Emilia. Che scatterebbe al superamento delle 460, 470 persone ricoverate, a partire dalle 362 (di cui 33 in terapia intensiva) oggi presenti nei 6 ospedali della provincia. Un “margine” quindi di soli 100 ricoveri che, al ritmo attuale (con circa 20 nuovi ricoveri ogni giorno, da cui pero’ sottrarre i dimessi), potrebbe essere esaurito a detta del sindaco Luca Vecchi “in due, al massimo tre settimane”.

In questa seconda ondata, sottolinea il primo cittadino in una diretta su Facebook, “l’Ausl sta gestendo, oltre all’emergenza covid, anche la medicina non covid e circa 11.000 persone in isolamento a casa. Questo fa si’ che il punto possibile di rottura oltre il quale scatta un ospedale da campo non e’ lontano siderale, ma abbastanza vicino. E’ considerato intorno a 460, 470 posti di persone ricoverate e questo vuol dire che abbiamo un margine di un centinaio di posti”.

Durante la prima fase della pandemia, conclude Vecchi, “evitammo l’ospedale da campo per pochi giorni, perche’ la curva dei contagi inizio’ a scendere. Confido nel senso di responsabilita’ dei reggiani per evitare anche questa volta uno scenario in cui cambierebbe tutto”.