Appalti “pilotati”, l’assessore Tria rinuncia a difesa indagato

L'assessore: "Non sono incompatibile, ma il clima inciderebbe sull'incarico"

REGGIO EMILIA – Marcia indietro dell’assessore alla Legalita’ del Comune di Reggio Emilia Nicola Tria che, di professione avvocato, era il difensore nominato di uno dei 26 indagati, nell’inchiesta sulle presunte gare “pilotate” per l’assegnazione degli appalti pubblici nell’ente.

“Ancorche’ io ritenga, come gia’ dichiarato, che allo stato non sussista alcuna incompatibilita’ tra il mandato difensivo conferitomi nel giugno 2019 e il mio attuale ruolo istituzionale, ho deciso – in piena intesa con il mio assistito Matteo Fortelli e il collega Emilio Stagnini – di rimettere il mandato difensivo”, spiega Tria.

Aggiunge pero’ l’assessore: “Mi trovo costretto ad anticipare, per il rispetto che nutro verso la mia professione ed altresi’ verso l’istituzione cui appartengo, determinazioni che avrei voluto eventualmente assumere dopo una piu’ ponderata e meditata valutazione”.

Ma “sono consapevole – conclude – che il clima creatosi in questi giorni rischierebbe di pregiudicare la serenita’ del mio assistito ed altresi’ del sottoscritto nello svolgimento dell’incarico professionale”. L’esponente della giunta Vecchi difendeva il suo collega Matteo Fortelli, accusato di essersi accaparrato un appalto dei Servizi legali del Comune, grazie ad un bando che lui stesso aveva contribuito a scrivere.

E in cui si prevedeva come requisito dei candidati una esperienza di lavoro continuativa con l’amministrazione per cinque anni. Gli unici a poterla vantare- e che vinsero pertanto la gara- erano Fortelli e l’avvocato Roberta Ugolotti, anche lei oggi indagata.