Appalti “pilotati”, la maggioranza in Consiglio: “No a gogna mediatica indagati”

Il Pd e gli alleati: "La fine delle indagini era attesa, fra i sette dirigenti nessuno è indagato per corruzione"

REGGIO EMILIA – No alla gogna mediatica per gli indagati nell’inchiesta sugli appalti pubblici nel Comune di Reggio Emilia, che coinvolge 26 persone tra cui sette dirigenti e dipendenti diretti dell’ente tutt’ora in pianta organica. E’ l’appello dei gruppi di maggioranza in sala del Tricolore (Pd, Immagina Reggio, Piu’ Europa e Reggio e’) che sottolineano: “Emettere sentenze fuori dalle sedi proprie, condannare a priori, dare in pasto all’opinione pubblica ‘mostri’ e’ diventato il modus operandi di certa politica e di certa parte della societa’ piu’ avvezza alla gogna e a processi sommari, che non alla ricerca della verita’ e della giustizia attraverso i codici e gli strumenti che lo Stato repubblicano garantisce a tutti, nessuno escluso”.

Ma la conclusione delle indagini, viene sottolineato, “era un passaggio atteso, cosi’ come la procedura prevede altri passaggi che riguarderanno le eventuali memorie e interrogatori di garanzia, le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione, l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari e successivamente l’eventuale processo per alcuni o tutti loro”. Allora, “credere nella giustizia significa al tempo stesso rispettare questo iter, il lavoro della magistratura e il procedimento in corso, e non di meno rispettare e difendere il diritto alla difesa di chi oggi e’ indagato – nemmeno imputato, per inciso – e che avra’ comunque, qualora chiamato a chiarire in un’aula di Tribunale, il diritto di esporre le propria versione dei fatti”. Tra l’altro, evidenziano i consiglieri, “prendiamo nota che le ipotesi di reato di corruzione riguardano situazioni e circostanze non inerenti all’attivita’ del municipio”.

Con riferimento ai dipendenti finiti sotto la lente dei magistrati si afferma poi: “Per la conoscenza che abbiamo del tipo di lavoro che stanno svolgendo e per le modalita’ con le quali li abbiamo visti operare, siamo fiduciosi che le persone coinvolte sapranno chiarire gli addebiti loro mossi”. Che sia chiaro, avvisano gli esponenti della maggioranza: “Se alla fine verra’ dimostrato che qualcuno ha sbagliato e’ giusto che il giudice commini le sanzioni conseguenti, ma i processi politici sono la reminiscenza delle peggiori dittature”.

In questo momento quindi “l’opposizione in Consiglio comunale che in queste ore cavalca indistintamente notizie di cronaca chiedendo provvedimenti preventivi ed esemplari a prescindere, facendo la propria parte nell’ingenerare l’opinione che siano gia’ colpevoli quando ancora non si sa neanche se andranno a processo sta contribuendo a massacrare mediaticamente lavoratori e dipendenti: poco importa se poi queste persone dovessero essere assolte, o addirittura archiviate. Il giudizio su di loro e’ gia’ stato emesso, la condanna e’ insita nel pubblico ludibrio a cui vengono esposti, i loro nomi e le loro facce messi in piazza”.

Ma “a questo tipo di dinamica politico-mediatica che cavalca i peggiori istinti, massacra e riduce tutto a una questione di occasione per guadagnare qualche consenso – conclude la maggioranza – noi non ci stiamo”.