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Esplosioni a Beirut, almeno 300mila senza casa foto

Sale il numero dei morti, 5mila i feriti. Sarebbe esploso un magazzino vicino al porto dove erano accatastate tonnellate di esplosivo ad alto potenziale sequestrato nel 2014.

BEIRUT (Libano) – È di oltre 135 morti e quasi 5.000 feriti il bilancio (provvisorio) delle due fortissime esplosioni avvenute ieri pomeriggio a Beirut, la capitale del Libano, nella zona del porto. sarebbero invece 300mila le persone rimaste senza casa. Stando alle ricostruzioni, a causare le deflagrazioni è stato un incendio in un deposito nel porto dove erano immagazzinate – evidentemente con criteri di sicurezza approssimativi – 2.750 tonnellate di esplosivo ad alto potenziale (pare nitrato di ammonio), sequestrate diversi anni fa da una nave.

Si teme che le nubi di fumo che sono state sollevate dalle deflagrazioni possano contenere diossina.

In Libano, il consiglio dei ministri ha votato una misura che propone di mettere agli arresti domiciliari tutti i dirigenti e gli amministratori che, ha partire dal 2014, hanno lavorato al porto di Beirut e, in particolare, sono stati incaricati della gestione dei magazzini e della loro sorveglianza. Lo hanno riferito fonti ministeriali alla stampa locale, al termine di una seduta straordinaria. La misura e’ volta a individuare i responsabili del magazzino in cui era stipato l’esplosivo. Il primo ministro Hassan Diab ha assicurato che “chi è dietro a quanto accaduto oggi dovrà pagare”. Il premier ha inoltre proclamato lo stato d’emergenza.

Il ministro dell’Interno del Libano, Mohamed Fehmi, ha dichiarato ai giornalisti che una delle due esplosioni verificatesi a Beirut, quella al porto, sarebbe stata causata “dal nitrato di ammonio, immagazzinato in grande quantità”. Le dichiarazioni confermerebbero le notizie che circolano sui social network circa la formazione di una nube tossica, riconducibile a una sostanza chimica, segnalata dai residenti di Beirut. Anche una testata libanese, Al Mayadeen, riporta di un deposito di sostanze chimiche, in particolare il benzene.

Tra i feriti c’è anche un militare italiano, Roberto Caldarulo, del battaglione Gestione Transiti (Rsom) di Bari. È rimasto lievemente ferito. È stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute. Sul posto, in stretto coordinamento con le forze di sicurezza libanesi, sono intervenuti i soccorsi del Sector West di Unifil che stanno provvedendo all’evacuazione del personale.  Lo stabile dove si trovavano i dodici militari italiani, informa la Difesa, anche se non si trovava nelle immediate vicinanze, è stato danneggiato dall’onda d’urto. È in corso il trasferimento dei militari che si trovavano a Beirut alla base di Shama. Tutti hanno avvisato di persona le loro famiglie rassicurandoli sulle proprie condizioni.