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Due esplosioni devastano Beirut: almeno 70 morti e 3700 feriti foto

Colpita la zona portuale, saltato per aria un magazzino di nitrato di sodio. Ignote le cause. Un militare italiano della missione Unifil ferito e sotto choc

BEIRUT (Libano) – Due imponenti esplosioni nel pomeriggio hanno devastato la zona portuale di Beirut, la capitale del Libano, a distanza di 15 minuti una dall’altra.  Il bilancio parziale parla di almeno 70 morti e 3700 feriti.

Il ministro dell’Interno del Libano, Mohamed Fehmi, ha dichiarato ai giornalisti che una delle due esplosioni sarebbe stata causata “dal nitrato di ammonio, immagazzinato in grande quantità”. Le dichiarazioni confermerebbero le notizie che circolano sui social network circa la formazione di una nube tossica, riconducibile appunto ad una sostanza chimica. Secondo alcune fonti, si sarebbe trattato di un incidente in un magazzino che stoccava nitrato di sodio  sequestrato un anno fa; la sostanza viene utilizzata per produrre esplosivo.

La forte esplosione avvenuta all’interno del porto di Beirut ha coinvolto un team della missione Unifil. A quanto si apprende, un militare italiano del contingente ha riportato lievi ferite ma è in stato di choc. È stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute.

“Dai miei colleghi a Beirut arrivano resoconti terrificanti: raccontano di case distrutte, macerie ovunque e fiumi di vetri nelle strade. Le autorità parlano di centinaia di morti e feriti ma secondo me è difficile fare un bilancio esatto perché i soccorritori fanno fatica a farsi strada tra il caos e le macerie per raggiungere le zone piu’ prossime alle esplosioni”. Così ha dichiarato all’agenzia “Dire” Ilaria Masieri, responsabile programmi in Libano e Palestina per “Terre des hommes”, a poche ore dalla doppia esplosione. La ong, che in Libano conta quasi 150 operatori in tutto il paese impegnati in programmi educativi e di protezione minorile rivolti sia ai libanesi che ai profughi siriani e palestinesi, ha a Beirut il suo quartier generale: “I vetri della nostra sede sono saltati sebbene disti circa 10 chilometri dal luogo delle esplosioni” riferisce Masieri, che dall’Italia continua a monitorare la situazione di sicurezza per i colleghi in Libano.

Dal Paese arabo giungono racconti di deflagrazioni incredibilmente potenti, continua la referente, dal momento che sono state avvertite “anche in aeroporto”, situato anch’esso a una decina di chilometri dai luoghi delle esplosioni. I cooperanti tanno tutti bene ma “alcuni hanno riportati danni seri all’abitazione. Ci riferiscono inoltre che i feriti sono cosi’ tanti che negli ospedali si stanno dimettendo i casi meno gravi per lasciare il posto alle vittime di questo disastro”. E il clima tra i cooperanti, come riferisce Masieri, e’ di grande “tensione e paura: a Beirut scene simili rimandano subito ai tempi bui della guerra civile e degli attentati”, sebbene al momento non ci siano conferme sulla natura degli incidenti.

Il primo ministro del Libano, Hassan Diab, ha proclamato per domani una giornata di lutto nazionale. Il presidente del Libano, Michel Aoun, ha convocato per stasera il Consiglio supremo della difesa per una riunione di emergenza.

Israele non avrebbe niente a che fare con le esplosioni. A dirlo sarebbero fonti anonime del governo di Tel Aviv rilanciate da diverse testate internazionali.

Il Libano sta attraversando la peggiore crisi economica dall’epoca della guerra civile e proprio ieri il ministro degli Esteri Nassif Hitti si è dimesso, ammonendo sul rischio che il Paese stia diventando “uno Stato fallito”.