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Coronavirus, ancora non si vede l’anticipo della cassaintegrazione: sindacati contro le banche

Come già anticipato da Reggio Sera le banche dicono che "non sanno ancora come procedere per rendere operativo il protocollo sottoscritto"

REGGIO EMILIA – Come già aveva scritto il nostro giornale ci sono forti ritardi negli anticipi, da parte delle banche, per quel che riguarda la cassaintegrazione. I problemi, come avevamo segnalato, si sono presentati nella fase della attuazione del provvedimento, perché bisogna aprire un conto corrente dedicato per renderlo operativo.

Chi è cliente di banche che hanno sottoscritto l’accordo sta incontrando meno problemi dato che gli istituti di credito, pur nelle difficoltà operative del momento, sono più veloci ad aprire la sua posizione dato che hanno già i dati, ma chi è cliente di banche che non hanno sottoscritto l’accordo (sopratutto a livello regionale dove gli istituti di credito sono meno ad averlo firmato) sta incontrando maggiori problemi ad aprire un conto in una situazione come questa. Il problema, in un caso o nell’altro, restano sempre i protocolli delle banche.

I sindacati speravano di risolvere la cosa in settimana, come anche dichiarato a Reggio Sera, ma ora, visto che la situazione non si è sbloccata, stanno protestando contro l'”ostruzionismo” delle banche sull’anticipo degli ammortizzatori sociali. E’ il monito dei segretari di Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna messo nero su bianco in una lettera aperta al presidente dell’Abi Mario Bernardi e all’assessore regionale Vincenzo Colla.

Oggetto della lettera aperta, le “preoccupate recriminazioni di moltissimi lavoratori che hanno ricevuto risposte negative da parte degli istituti di credito alla legittima richiesta di poter avviare la pratica per il riconoscimento dell’anticipazione bancaria del pagamento degli ammortizzatori sociali”. Da piu’ di 15 giorni, sottolineano infatti Luigi Giove (Cgil), Filippo Pieri (Cisl) e Giuliano Zignani (Uil), “continuano a pervenirci diffuse proteste da parte di lavoratori ai quali le banche rispondono che non sanno ancora come procedere per rendere operativo il protocollo sottoscritto” in Regione, “o addirittura, di non avere avuto alcuna comunicazione in merito”.

Il problema “e’ stato a piu’ riprese evidenziato anche alla Regione, garante del protocollo, il cui impegno e sollecito per sbloccare la situazione e’ rimasto ad oggi inascoltato dal sistema bancario. Vogliamo dirlo chiaramente: l”ostruzionismo’ da parte di alcuni Istituti di credito non e’ ammissibile”. I segretari confederali chiedono che Abi “richiami le banche alla propria responsabilita’, nel rispetto di quanto sottoscritto”. I lavoratori “devono avere risposte certe e celeri. Nessuno in Emilia-Romagna puo’ essere lasciato mesi senza stipendio a lottare per sostenersi e sostenere i propri cari in un’emergenza come quella che stiamo vivendo”.

Se, infatti, si legge ancora nella lettera dei sindacati, “grazie alla contrattazione in molte aziende, soprattutto di media e grande dimensione e buona capitalizzazione, abbiamo ottenuto l’anticipo da parte dell’azienda, in molte altre cio’ non e’ stato possibile per effetto della norma che in alcuni casi prevede il pagamento diretto da parte dell’Inps. E non e’ possibile proprio per tutte quelle imprese piu’ fragili, sotto i cinque dipendenti, che fin da subito si sono scontrate con una fortissima crisi di liquidita’”. L’Emilia-Romagna, concludono Giove, Pieri e Zignani, “dimostri anche in questo caso di essere una Regione in cui nessuno viene lasciato solo e in cui ci si confronta e si condividono scelte dalla quali nessuno poi puo’ pensare di tirarsi indietro per mero calcolo ed interesse”.