Coronavirus, forse in settimana arrivano gli anticipi della cassaintegrazione

Gli accordi con le banche sono stati firmati a fine marzo da governo e Regione, ma gli ostacoli organizzativi dell'apertura dei conti correnti dedicati stanno rallentando tutto

REGGIO EMILIA – “Entrambi i protocolli sono importanti, perché provano a dare una risposta a tutti quei lavoratori che rischiano di dover aspettare troppo per ricevere la cassaintegrazione. Abbiamo registrato qualche difficoltà di natura attuativa nel rendere operativo l’anticipo bancario, ma stiamo lavorando con la Regione per cercare di metterlo in campo già da questa settimana”.

Lo ha detto a Reggio Sera Luca Chiesi, membro della segreteria Cgil di Reggio Emilia, rispetto agli anticipi della cassaintegrazione che molti lavoratori stanno attendendo. Nonostante si stia cercando di velocizzare al massimo le procedure (che di solito sono di due o tre mesi, ndr), prima di maggio non sarà possibile erogare questo trattamento ai lavoratori dell’aziende che hanno dovuto chiudere i battenti. E così Stato e Regioni hanno sottoscritto accordi con le banche per anticiparla.

L’accordo prevede l’attivazione di finanziamenti individuali da parte degli istituti bancari a costo zero e a tasso zero per lavoratori dipendenti di aziende in crisi. Le ‘aziende in crisi’ sono quelle che attivano ammortizzatori sociali e non hanno le condizioni per anticipare ai lavoratori il sostegno al reddito. Aziende che hanno attivato gli ammortizzatori sociali conservativi per far fronte a fasi di cessazione di tutta o di parte dell’attività produttiva sul territorio regionale, o in situazione di grave dissesto finanziario, o per sostenere processi di riorganizzazione aziendale o ancora che debbano affrontare una riduzione o cessazione temporanea dell’attività, o abbiano attivato gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2020, anche a seguito dell’emergenza Covid-19.

Gli accordi sono stati stipulati a fine marzo sia a livello regionale che nazionale. Ci sono due tipologie di protocollo, ovvero quello nazionale a cui hanno dato adesione circa il 95 per cento delle banche per avere un anticipo fino a 1.400 euro nei casi in cui non c’è il pagamento anticipato dell’azienda. Su questo protocollo le banche si stanno attrezzando. Poi c’è il protocollo regionale sottoscritto il 30 marzo che è migliorativo di quello nazionale su alcuni aspetti e in alcune tipologie di ammortizzatori con un anticipo più alto. Pure quello è in fase di attuazione.

Ma perché non sono ancora operativi? I problemi, come spesso accade, si sono presentati nella fase della attuazione del provvedimento, perché bisogna aprire un conto corrente dedicato per renderlo operativo. Chi è cliente di banche che hanno sottoscritto l’accordo sta incontrando meno problemi dato che gli istituti di credito, pur nelle difficoltà operative del momento, sono più veloci ad aprire la sua posizione dato che hanno già i dati, ma chi è cliente di banche che non hanno sottoscritto l’accordo (sopratutto a livello regionale dove gli istituti di credito sono meno ad averlo firmato) incontra più difficoltà ad aprire un conto in una situazione come questa.

Lo scoglio che si sta cercando di superare in settimana è dunque quello burocratico dell’apertura dei conti correnti dedicati.

Guarda qui i dettagli dell’accordo e le banche che hanno aderito in Regione