Stangata in arrivo, anche Scandiano e Brescello aumentano l’Irpef

Dopo Reggio altri due Comuni aumentano le aliquote. Stesse critiche dai sindacati che chiedono un passo indietro

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SCANDIANO (Reggio Emilia) – Dopo Reggio Emilia anche il Comune di Scandiano annuncia, nella proposta di bilancio di previsione 2020-2022 approvata nei giorni scorsi dalla giunta, un aumento dell’aliquota per l’addizionale Irpef. Il costo medio del tributo, che resta modulare, passa dallo 0,49% allo 0,65%, un dato “ben al di sotto della soglia massima applicabile e gia’ adottata da diversi Comuni”, sottolinea l’amministrazione comunale.

In parallelo cresce la quota di esenzione, passando da 10 a 12.000 euro di reddito annuo. La ripartizione delle aliquote sara’ viene quindi calibrata in cinque fasce (la piu’ bassa con redditi fino a 15.000 euro con un’imposizione dello 0,70% e la piu’ alta, per chi guadagna oltre 75.000 euro annui, con un’aliquota allo 0,80%). Lieve aumento anche dell’Imu sui fabbricati produttivi, che passa dal 9 al 9,3 per mille, anche in questo caso- dice il Comune- “attestandosi comunque tra le piu’ basse dell’intera provincia di Reggio Emilia”.

Gli aumenti, se confermati, produrranno un extragettito di circa 700.000 euro dedicato sulla parte corrente al potenziamento dei servizi scolastici, extrascolastici e socio-assistenziali per anziani e disabili e ad alcuni investimenti sulla sostenibilita’ ambientale. Oltre 12 milioni di euro invece la quota destinata agli investimenti nel piano triennale, di cui quasi sei nel solo 2020, per manutenzioni e cura del patrimonio. “Questa proposta di bilancio permette di costruire le condizioni per il futuro sviluppo della citta’”, spiega il sindaco di Scandiano, Matteo Nasciuti. “Abbiamo la necessita’ di dare risposte ai nuovi bisogni che sono emersi durante i confronti con la cittadinanza”. Inoltre “proponiamo un piano di investimenti ambizioso, che riteniamo andra’ a delineare una nuova Scandiano”.

 

A BRESCELLO (Reggio Emilia): Le stesse critiche rivolte a quello di Reggio Emilia, Cgil Cisl e Uil le indirizzano anche al Comune di Brescello, che ha deciso (come Scandiano) di aumentare l’addizionale Irpef.

E’ quanto emerso dall’incontro dello scorso 13 febbraio tra le organizzazioni sindacali e gli amministratori locali del Comune della Bassa, dove il rialzo del tributo dovrebbe incrementare il gettito di 160.000 euro per il mantenimento dei servizi esistenti. A Brescello e’ oggi in vigore un’aliquota fissa uguale per tutti allo 0,5% che diventerebbe progressiva, ma senza alcuna variazione per la fascia di esonero gia’ prevista fino al tetto di 10.000 euro e con un aumento pari a 0,18 e 0,22 per le due fasce reddituali piu’ basse.

I sindacati provinciali, quindi, condividono il criterio della progressivita’ ma aggiungono: “E’ evidente che uno schema come questo, con differenze cosi’ minimali, prefigura un’aliquota quasi unica dove la progressivita’ viene rispettata solo formalmente”.

Al Comune di Brescello chiedono quindi un passo indietro “prendendo in considerazione altre ipotesi, piu’ eque, per reperire le risorse necessarie alla spesa sociale”. Cgil, Cisl e Uil fanno poi notare che nel caso specifico di Brescello la necessita’ di far fronte ad una crescente spesa sociale, in particolare per i servizi alla popolazione anziana, dipende anche dalla situazione di frammentazione dei servizi stessi che contraddistingue il distretto della Bassa. Una situazione “che dovrebbe essere superata andando verso un’unica forma pubblica di gestione (rafforzando l’Asp gia’ esistente), in modo da realizzare economie di scala e mantenere servizi di qualita’”. E soprattutto “senza aumentare le tasse ai cittadini”.

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