Fiere, Giorgio Bosi è il nuovo proprietario dei capannoni

L'imprenditore di Correggio ha battuto Terminal One con un rialzo da 50mila euro

REGGIO EMILIA – Colpo di scena finale nella vicenda Fiere di Reggio Emilia. La societa’, in passato in mano a Comune, Provincia e Camera di commercio e finita in liquidazione circa cinque anni fa, ha da oggi un nuovo proprietario. Si tratta dell’imprenditore di Correggio Giorgio Bosi, titolare della Pibiplast che produce packaging in plastica per la cosmetica. E’ lui ad essersi aggiudicato la nuova asta andata in scena questo pomeriggio in Tribunale a Reggio per l’acquisto dell’area e dei capannoni di via Filangeri, a due passi dalla stazione Mediopadana.

Bosi, rappresentato da un legale, l’ha spuntata su Terminal one (unico altro concorrente), ovvero la societa’ che negli ultimi due anni ha gestito le manifestazioni e ha messo sul piatto l’offerta cauzionata di 6,8 milioni- pari alla base d’asta- per entrare in possesso degli immobili. E’ bastato pero’ un solo rialzo di Bosi, per 50.000 euro, a far sfumare l’operazione su cui gli imprenditori reggiani che compongono Terminal one, pure insistevano da tempo.

Tecnicamente ci sono adesso 10 giorni di tempo entro cui la procedura liquidatoria potrebbe ricevere eventuali nuovi rialzi (il commissario liquidatore Aspro Mondadori “ci spera”) prima di ratificare l’aggiudicazione di oggi pomeriggio, ma non ce ne sono in vista all’orizzonte.

Lo conferma il commercialista Guido Prati, rappresentante dei soci di Terminal one: “Abbiamo fatto l’ultimo tentativo di risolvere il problema delle fiere entro la fine dell’anno con l’offerta di 6,8 milioni, che pero’ era il limite massimo che la cordata si era data anche in relazione ai pareri dei consulenti internazionali che abbiamo ricevuto”. Per coerenza, continua Prati, “noi per due anni abbiamo cercato di fare l’impossibile per salvare le Fiere di Reggio, ma abbiamo deciso che non era il caso di andare oltre questa cifra. Si e’ presentato un concorrente al quale facciamo i nostri migliori auguri per la gestione delle fiere future, sperando di aver fatto un buon lavoro per il territorio e convinti che ci saranno presto altri investimenti interessanti per la citta’ a cui Terminal one potra’ dare il suo contributo”.

Insomma “nessun rimpianto ma dispiace di non aver potuto finalizzare in tempi brevi quello che era l’obiettivo che la cordata si era data. Il tempo che e’ trascorso e’ stato troppo per il rilancio delle fiere perche’ gli affitti di anno in anno non hanno fatto altro che portare una gestione sempre piu’ difficile e complicata. La cordata ha rivolto i suoi interessi in altri direzioni”. A una piccola rivalsa Prati non rinuncia quando afferma: “Qualcuno ha pensato che ci fosse un obiettivo di speculazione da parte dei nostri imprenditori. Questa e’ la dimostrazione del contrario”.

Quanto ai nuovi investimenti di Terminal one, annunciati “di pari valore e utilita’ pubblica delle fiere”, si vocifera di parcheggi e servizi complementari alla stazione Mediopadana da realizzare in un’area adiacente all’infrastruttura, che sarebbe gia’ stata acquistata. Sui capannoni fieristici, invece, si potrebbero aprire anche altri scenari, non legati alle storiche funzioni espositive (fonte Dire).