Stazione, il Cres boccia il piano comunale: “Come curare il cancro con l’aspirina”

Sul Piano casa nazionale il Comitato dice: "Dopo aver visto passare 18 milioni destinati a noi e usati per tutt'altro non ci illudiamo piu'"

REGGIO EMILIA – Le nuove azioni di risanamento del quartiere della stazione annunciate dal Comune di Reggio Emilia equivalgono a “curare il cancro con l’aspirina”. È il giudizio del comitato dei residenti “Reggio Emilia Sicura”, secondo cui “il quartiere e’ sempre abbandonato a se stesso e affidato, o meglio ‘scaricato’ sulle spalle della Polizia di Stato. I cittadini entrano poi nel merito dei singoli provvedimenti previsti, spiegando: “Della cooperativa di comunita’ si parla da tanto tempo, sappiamo che e’ finanziata ma quale sia la sua funzione non e’ dato sapere”.

Il comitato si dichiara poi perplesso sul fatto che la riqualificazione di piazza Domenica Secchi possa realmente contrastare spaccio, risse e prostituzione. Sotto tiro anche le iniziative e gli spazi di aggregazione per i giovani perche’, evidenzia il comitato, “i non giovani, residenti storici, sono a centinaia” e vengono dimenticati. Infine, circa la candidatura del quartiere al “Piano casa” nazionale, il comitato dice: “Dopo aver visto passare 18 milioni destinati a noi e usati per tutt’altro non ci illudiamo piu'”.

Il riferimento e’ ai fondi dei precedenti Piano Casa e bando Periferie nazionali, dirottati dal Comune sull’area ex Reggiane e il quartiere Santa Croce. Il sindaco Luca Vecchi ha intanto oggi voluto rimarcare il miglioramento dei rapporti con i residenti del quartiere.

“Quello che in questi anni e’ mancato- dice il sindaco- e’ stata la collaborazione tra cittadini e istituzioni che ha lasciato il posto a dinamiche rivendicative e conflittuali, legittime, ma che hanno assunto a volte i toni del protagonismo politico”. Nelle scorse settimane pero’, dice Vecchi, “per la prima volta abbiamo stretto un patto con 11 associazioni della stazione per costruire insieme i progetti futuri per la zona”.