Mafie, Bini: “I Muto? Ancora qua e hanno diversificato i settori”

Il sindaco di Castelnovo Monti: "Sequestrati ai due fratelli 5 autobus di una società che venvano affittati dalle scuole per le gite o dalle associazioni solo perche' costano meno e senza chiedersi il motivo"

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REGGIO EMILIA – I fratelli Cesare e Antonio Muto, quest’ultimo condannato per associazione mafiosa nel processo Aemilia contro la ‘ndrangheta, non hanno per questo rinunciato agli affari. “Sono ancora qua e hanno diversificato i settori”, afferma oggi il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, tra i primi a denunciare le infiltrazioni mafiose nel settore dell’autotrasporto reggiano.

Il riferimento – fatto durante un intervento alla Cgil durante la presentazione del nuovo libro di Nando Dalla Chiesa – e’ al sequestro di beni da nove milioni che ha colpito ieri i due fratelli, nella cui lista risultano anche 5 autobus di una societa’.

“Mezzi – dice Bini- affittati dalle scuole per le gite o dalle associazioni semplicemente perche’ costano meno e senza chiedersi il motivo”. Per il sindaco, quindi, “la guardia va tenuta ancora alta”.

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