Rifiuti, costi alle stelle: tariffa triplicata in 20 anni

Il calcolo è stato fatto dal tavolo Hemingway che accusa: "Condividiamo l'obiettivo ambientale, ma i costi sono troppo alti e ci sono troppe gabelle"

REGGIO EMILIA – Un aumento della tariffa rifiuti di oltre il 330% in 19 anni. E’ il calcolo fatto dal tavolo Hemingway, il cui portavoce è il giornalista reggiano Mario Guidetti, relativamente agli aumenti delle nostre bollette. Nel 2000, infatti, per una famiglia di 4 persone si spendevano 164,46 euro l’anno, mentre nel 2019, sempre nello stesso appartamento, si spenderanno 447,52 euro per una famiglia di tre persone. Nel 2000, quindi, si spendevano 41 euro l’anno a persona che sono lievitati a 148 nel 2019.

Scrivono dal tavolo Hemingway: “Premesso che condividiamo l’obiettivo ambientale dato dalla raccolta differenziata dei rifiuti e non rifiutando il problema, questo non ci impedisce di essere fortemente contrariati a fronte del costo (non equo e fors’anche fuori controllo?) di tale servizio”.

E fanno un’analisi del business rifiuti la cui ricaduta in termini di costi è pesantemente sopportata dall’utenza: “La prima “gabella” la paghiamo ai vari Consorzi (poltronifici) nazionali (Conai, Corepla…..) la cui ricaduta ce la troviamo “annacquata” nel costo finale dei prodotti. Guadagnano le aziende che riciclano i vari tipi di rifiuti. Guadagnano sulla raccolta dei rifiuti. “Guadagnano” sullo smaltimento (Tmb, inceneritori, discariche)”.

E ancora: “Per anni lo Stato, eludendo il pronunciamento della Corte Costituzionale, ha incassato illecitamente l’Iva su un tributo che doveva esserne escluso. Questo stesso Stato ben si è guardato dal rimborsarla. Guadagnano le Province che incassano il tributo ambientale da sempre applicato al massimo consentito (5%)”.

Per le abitazioni civili, sempre secondo il tavolo Hemingway, “tutto questo avviene con un calcolo astruso (mix superfici catastali e numero degli abitanti) e violando i principi del Decreto Ronchi (tariffa in base alla effettiva produzione di rifiuti)”. Gli estensori della critica passano poi alla tariffazione puntuale introdotta recentemente dal primo luglio a Reggio.

Poi riportano il “lievitare” del costo della tariffa rifiuti dal 2000 al 2019

rifiuti

Continuano: “Sono inclusi un certo numero di vuotature annue (chi supererà il numero previsto, dovrà pagare un costo aggiuntivo) nessuna detrazione per coloro che avranno un numero di vuotature inferiore rispetto a quelle previste. Il servizio è in capo Iren SpA (spende 9,5 milioni di euro in “opinabili sponsorizzazioni”) che, udite udite, lo sta svolgendo in prorogatio, assodato che il bando è scaduto a Reggio Emilia dal dicembre 2011, a Parma dal dicembre 2014, a Piacenza dal dicembre 2011. La Corte dei Conti o qualsiasi altro ente di controllo e la minoranza in Consiglio Comunale nulla hanno da eccepire?”.