Mafie, lente del M5S su truffa ‘ndrangheta a ministero Economia

Presentata un'interrogazione su affare Oppido e Agenzia Dogane

REGGIO EMILIA – Sul cosiddetto “affare Oppido”, la maxi truffa messa a segno nel 2010 dalla cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri al ministero dell’Economia e gli illeciti commessi all’Agenzia delle dogane emersi dall’operazione “Grimilde” il Movimento 5 stelle vuole vedere chiaro.

E presenta quindi un’interrogazione al ministro dell’Economia – da cui l’agenzia dipende – chiedendo di spiegare come siano stati commessi i reati e quali iniziative “di monitoraggio e prevenzione” si intendano avviare per prevenirne altri. L’atto ispettivo presentato ieri alla Camera, a prima firma del deputato di Reggio Emilia Davide Zanichelli, prende le mosse dall’operazione della Direzione antimafia di Bologna che il 25 giugno ha portato all’arresto di 16 persone tra cui Francesco Grande Aracri (fratello del boss di ‘ndrangheta Nicolino) e Giuseppe Caruso, ex presidente del Consiglio comunale di Piacenza.

Per il politico espulso da Fratelli d’Italia, che lavorava come funzionario dell’Agenzia delle dogane, l’accusa e’ di aver agevolato la cosca sfruttando illecitamente i finanziamenti europei per l’agricoltura. Nell’operazione Grimilde, inoltre, sono stati sequestrati beni per 2,3 milioni, in relazione alla truffa operata nei confronti del ministero che, sulla base di una sentenza falsificata attestante un inesistente diritto risarcitorio, verso’ due milioni a una societa’ riconducibile a una famiglia di imprenditori edili calabresi residente in provincia di Reggio Emilia e ritenuta collegata alla ‘ndrangheta.

Nell’interrogazione i pentastellati chiedono quindi al ministero come l’Agenzia intenda difendersi aumentando i controlli, “al di la’ del nuovo piano triennale di prevenzione della corruzione” adottato a fine gennaio 2019.