Inchiesta “Angeli e demoni”, restano ai domiciliari i maggiori indagati

Il giudice delle indagini preliminari Ramponi, dopo gli interrogatori di garanzia, ha confermato le decisioni contenute nelle ordinanze di custodia cautelare. Rammarico degli indagati

BIBBIANO (Reggio Emilia) – Restano agli arresti domiciliari i maggiori indagati dell’inchiesta “Angeli e demoni”: Federica Anghinolfi, la dirigente servizi sociali dell’Unione Val d’Enza; Claudio Foti, psicoterapeuta e numero uno della onlus ‘Hansel e Gretel di Torino, e sua moglie, la psicoterapeuta Nadia Bolognini di Torino. Confermati i domiciliari per il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti,  Marietta Veltri, di Quattro Castella (coordinatrice servizi sociali Val d’Enza) e Francesco Monopoli, di Correggio (assistente sociale Val d’Enza). Il giudice delle indagini preliminari Ramponi, dopo gli interrogatori di garanzia, ha confermato le decisioni contenute nelle ordinanze di custodia cautelare emesse quando l’inchiesta clamorosamente salì alla ribalta mediatica con l’arresto di Carletti davanti alle telecamere della Rai. Per tutti viene escluso il carcere, in quanto incensurati, così non si ravvisa il pericolo di fuga. Si tratta del pericolo di inquinamento dell’inchiesta che porta a non revocare le misure cautelari, e a respingere le richieste dei difensori. Molta l’amarezza da parte del primo cittadino di Bibbiano che, tramite l’avvocato Giovanni Tarquini, dice di prendere atto della decisione ribadendo la propria correttezza di amministratore.

Più difficile la posizione degli cinque, quelli che materialmente avevano a che fare con i piccoli e le loro famiglie. A pesare sulla scelta sarebbero stati due interrogatori svolti nelle ultime giornate a due dipendenti dell’Unione, che avrebbero “rimbalzato” su di loro le accuse: l’assistente sociale Cinzia Magnarelli (di San Polo) e Nadia Campani, responsabile dell’ufficio piano della Val d’Enza, una sorta di segretario comunale che aveva la supervisione di quanto accadeva nell’Unione. La prima avrebbe parlato di “Anghinolfi & co” come di un gruppo  ideologicamente orientato ad una sorta di “caccia al pedofilo” a tutti i costi.

Per Anghinolfi e Monopoli è scattato anche il divieto di esercitare l’attività per sei mesi. Sei mesi di stop anche per Imelda Bonaretti (di Sant’Ilario) e Matteo Mossini (di Parma), psicologi Ausl Reggio. Stessa misura per la Campani; la Manganelli Barbara Canei (servizio sociale Val d’Enza); l’assistente sociale Sara Gibertini di Bibbiano; l’educatrice Maria Vittoria Masdea (di Parma); l’assistente sociale Annalisa Scalabrini (di Casalgrande) e la psicoterapeuta Sarah Testa, dell’ ‘Hansel e Gretel’).

Restano indagati a piede libero gli ex sindaci ed ex presidenti dell’Unione Val d’Enza Paolo Burani e Paolo Colli; Federica Alfieri (psicologa Ausl); Beatrice Benati di Correggio (assistente sociale Val d’Enza); Federica Gazzotti di Correggio (addetta stampa Ausl); Katia Guidetti, educatrice di Quattro Castella, il direttore dell’Ausl Fausto Nicolini; Cinzia Prudente di Montecchio; l’avvocato Marco Scarpati, Valentina Ucchino e Flaviana Murru, entrambe della neuropsichiatra dell’Ausl, distretto di Montecchio.