Ballottaggio, Sgarbi: “Qui c’è quasi una dittatura”

Il critico d'arte ha chiuso la campagna elettorale di Roberto Salati in piazza Prampolini: "Sarò un loro consulente. Intanto, però, devono vincere"

REGGIO EMILIA – “In democrazia non si puo’ sopportare che un’area politica governi per 70 anni. Dovrebbero secondo me loro stessi dire che vanno a casa come un atto di decenza. Che una citta’ abbia un dominio cosi’ stabile e’ una forma di seconda dittatura, per non chiamarla di fascismo”.

A dirlo e’ Vittorio Sgarbi, al suo solito irriverente e sopra le righe, chiamato a Reggio Emilia per tirare la volata a Roberto Salati, candidato sindaco al ballottaggio di domenica per Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il critico d’arte fa inoltre sapere che, se Salati diventera’ sindaco, lo avra’ come consulente della citta’ su arte e cultura.

“Occorrerebbe che la sinistra avesse la gentilezza di dire che fa un passo indietro e vedere come va Salati. Poi se dopo due anni fa schifo lo potranno dire, ma dovrebbero lasciare aperte tutte le possibilita’”, continua Sgarbi. A Reggio Emilia “se mi hanno chiamato temo ci sia una situazione difficile, per questo invito la sinistra a defilarsi. Pero’ posso dire che c’e’ un assioma che va detto qui: se vincono e’ merito mio, se perdono e’ colpa loro”.

Sulle politiche culturali, secondo i detrattori del sindaco Luca Vecchi trascurate in questi anni, Sgarbi commenta: “E’ vero che se la citta’ ha un’attenzione per l’arte e’ un fatto positivo chiunque governi. E’ vero pero’ anche che quando governi in questo modo finisci col dare alla cultura una coperta politica che mette in ombra l’altra parte”.

Una battuta Sgarbi la riserva anche al segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, che piu’ o meno alla stessa ora in una piazza distante pochi metri, tiene un comizio per sostenere Luca Vecchi. “E’ un bravo ragazzo ma non e’ un leader. Io sono un leader senza partito, lui un partito senza leader. Hanno chiamato Zingaretti, forse era meglio se chiamavano il fratello”. Se il governo di Reggio cambiera’ colore “direi che e’ nelle cose che saro’ un consulente. Intanto pero’ devono vincere”.

Infine Sgarbi, sempre istrionicamente, spiega la sua presenza a chi si si aspettava quella del ministro e leader del Carroccio Matteo Salvini. “Possiamo dire che Reggio Emilia, con la Madonna della Ghiara e’ la citta’ di Salvini. Poteva venire ma secondo me, anziche’ fidarsi della Madonna temeva il demonio che e’ anche il nome opposto a quello di Vinci e dice un destino: Vecchi”.

Gianluca Vinci, deputato reggiano del Carroccio, aggiunge: “Con il ballottaggio abbiamo gia’ portato a casa una vittoria che sembrava impossibile. Al ballottaggio del 9 possiamo davvero fare la storia”. Infatti, aggiunge il parlamentare, “non sono sicuro che il 49% degli elettori che ha votato per Vecchi abbia voluto riconoscergli un segno di stima. Il 40% dei cittadini non ha votato e molti lo hanno fatto magari perche’ avevano un cugino candidato”. In questi anni, conclude Vinci, “Vecchi ci ha mostrato il nulla, ignorando continuamente il parere dei cittadini” (fonte Dire).