Migranti, i sindacati lanciano l’allarme sull’accoglienza

Le coop non hanno partecipato al bando e l'hanno garantita fino al 30 giugno. Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro con prefetto, Confcooperative e Comuni

REGGIO EMILIA – Un incontro urgente con i Comuni, la Prefettura e Confcooperative, per sbrogliare la matassa dell’accoglienza dei migranti, a Reggio Emilia ad oggi garantita solo fino al 30 giugno. L’iniziativa parte da Cgil, Cisl, e Uil provinciali, dopo il forfait delle coop sociali a partecipare al bando della Prefettura, ritenuto insostenibile per il taglio delle risorse del 40% imposto dal ministero dell’Interno ai servizi per i richiedenti asilo.

Mentre il prefetto reggiano Maria Forte ipotizza una negoziazione con i soggetti fino ad oggi titolari dell’accoglienza (prevista dall’articolo 57 del codice degli appalti, ndr) i sindacati confederali esprimono “forte preoccupazione” per la situazione sul territorio e i suoi effetti. Che non solo “investono in prima istanza le persone piu’ vulnerabili, cioe’ i richiedenti asilo”, ma “impattano anche sui livelli occupazionali dei soggetti che hanno fin qui garantito la gestione dell’accoglienza”.

Per effetto delle nuove norme, sottolineano Cgil, Cisl e Uil, “e’ drasticamente diminuito il numero delle ore di lavoro dedicate ai servizi, e’ stato ridotto da 35 euro a circa 21 euro lordi pro capite la spesa per l’accoglienza di ciascun migrante al giorno” e tagliata la presenza oraria di medici, infermieri e mediatori linguistici (in quest’ultimo caso da 108 ore a settimana a sole 24). La legge, viene ricordato, “supera poi il sistema Spraar, modello diffuso di accoglienza e di possibile integrazione, ora limitato ai soli minori stranieri non accompagnati e ai soggetti ai quali e’ gia’ stato riconosciuto lo status di protezione internazionale”.

I sindacati chiedono un confronto “per definire percorsi utili a garantire la continuita’ del soggiorno e del percorso d’integrazione cosi’ pesantemente messi in discussione”. Un altro “rischio concreto – infine – e’ quello di perdere preziose professionalita’ nel campo dell’integrazione dei richiedenti asilo, limitando di fatto l’attivita’ degli operatori alla sola vigilanza e distribuzione del vitto”. Con l’ulteriore rischio, concludono le tre organizzazioni, “di licenziamenti di lavoratrici e lavoratori che non godono neanche di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, non previsti per i loro profili”.

Sul tema interviene intanto Lanfranco De Franco, esponente di Articolo 1-Mdp, e promotore della lista civica Reggio e’. “Era chiaro fin dall’inizio che i criteri di questo bando, perno del ‘decreto insicurezza’ avrebbero colpito ed erano una polpetta avvelenata per la buona accoglienza che funziona sul nostro territorio”, dice De Franco. Confidando quindi nell’azione del prefetto, “per tappare un buco aperto da una normativa nazionale vergognosa, voluta da un ministro che e’ quanto di piu’ lontano ci sia dalla mia sensibilita’ politica e personale”.