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Sono quattro le pizzerie minacciate: chiesti mille euro al mese foto

Stesso modus operandi e stessa pistola che ha sparato. Il questore Sbordone: "Dietro c'è una strategia precisa"

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REGGIO EMILIA – Sono quattro le pizzerie reggiane finite nel mirino di chi vorrebbe estorcere loro dei soldi con le minacce. I pizzini sono stati incollati sulle porte di La Perla di Cadelbosco Sopra, Piedigrotta 2 e Piedigrotta 3 di via Emilia Ospizio e Paprika di via Edison. Contengono tutti la richiesta di pagare il pizzo, mille euro al mese. Altrimenti…Altrimenti arrivano i colpi di pistola contro le vetrate come è successo per il Piedigrotta 3 e per La Perla.

Secondo gli inquirenti dietro queste minacce vi sarebbe un’unica mente così come sarebbe la stessa la pistola che ha sparato i colpi contro le due pizzerie secondo le prime analisi balistica, così come è lo stesso il modus operandi: ovvero il pizzino, con le stesse frasi, sempre incollato sulla porta con l’accortezza di non lasciare impronte digitali. “Dietro c’è una strategia precisa”, ha detto ieri il questore Antonio Sbordone che pensa che gli autori siano sempre gli stessi. Sensazione condivisa anche dal procuratore capo Marco Mescolini.

Ieri, come abbiamo scritto, c’è stato un summit in prefettura a cui hanno partecipato, oltre al prefetto Maria Grazia Forte, anche il comandante dei carabinieri colonnello Cristiano Desideri e il comandante della Guardia di Finanza colonnello Roberto Piccinini e il procuratore capo di Reggio Marco Mescolini. L’allerta è alta, tanto che è stata disposta una vigilanza specifica per le pizzerie prese di mira e per i loro titolari, soprattutto nella zona di Ospizio e Cadelbosco Sopra.

La Cisl: “Segnali preoccupanti che devono mettere in allarme tutta la città”
Sulla vicenda interviene anche la Cisl. “Segnali molto preoccupanti che devono mettere in allarme tutta la città”. Con queste parole Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale, commenta i recenti episodi di colpi d’arma da fuoco esplosi contro due note pizzerie della provincia: la Perla di Cadelbosco e il Piedigrotta 3, in via Emilia Ospizio.

“Questi fatti – continua il segretario – sono episodi ‘sentinella’ che non devono essere sottovalutati dalle forze politiche e istituzionali, dalla polizia e dalla magistratura. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che l’escalation della presenza e della crescita della criminalità organizzata nei nostri territori è partita con episodi simili e che hanno spesso visto l’uso di armi da fuoco. Diamo solo colpa all’immigrazione, ma è l’illegalità il vero problema per la sicurezza dei cittadini”.

Anche la società civile – conclude Chiatto – deve tenere alta l’attenzione e proseguire con la diffusione della cultura della legalità. Non possiamo arretrare di un passo. Questi episodi confermano la spregiudicatezza di malavitosi che sono stati capaci di inserirsi in un tessuto sano, ma suo tempo completamente impreparato per contrastarli. Il processo contro la mafia Aemilia deve ricordarcelo ogni giorno e, proprio per questo motivo, oggi dovremmo avere maggiori elementi di analisi e contromisure”.

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