Iren, Vecchi: “Nuovi patti tra soci confermano il controllo pubblico”

Il sindaco: "Situazione delicata, ma senza questa scelta la società diventava contendibile". Su richiesta di Torino viene modificato l'equilibrio tra azioni dei Comuni bloccate e liberamente cedibili. Il M5S: "Rimandare nomine del Cda a dopo le elezioni"

REGGIO EMILIA – Il rinnovo dei patti parasociali tra i Comuni di Iren? Non era “scontato” e garantira’ per altri cinque anni il controllo pubblico dell’azienda escludendo “scenari altri di contendibilita’” della multiutility. Lo sottolinea questa sera il sindaco Luca Vecchi, presentando in consiglio comunale la contestata delibera – gia’ approvata dall’assemblea cittadina di Genova prima di Natale – che verra’ ratificata da un’assemblea straordinaria dei soci a fine febbraio.

Sotto tiro, in particolare, e’ finita una delle postilla del documento: quella che, in caso di mancata unanimita’ tra i sindaci dei principali Comuni azionisti (Genova, Torino e Reggio Emilia) per la nomina delle tre cariche di vertice (presidente, vicepresidente e amministratore delegato), stabilisce che l’amministrazione con piu’ quote potra’ scegliere uno dei dirigenti apicali, lasciando agli altri la decisione sui restanti due.

Insomma, secondo le minoranze reggiane in sala del Tricolore, un meccanismo che penalizzera’ i territori emiliani consegnando le redini aziendali a Genova, che da dicembre e’ nettamente il primo socio con quasi il 19% delle quote davanti a Torino (13,8%) e a tutti i soci emiliani (che nel coplesso si attestano a poco sopra il 15%).

Per Vecchi, pur ammettendo che la situazione “era ed e’ delicata” – a primavera l’intero board di Iren sara’ rinnovato – e’ sempre meglio di niente perche’ “senza questo strumento tecnico, tra l’altro concordato tra tre amministrazioni di colore politico diverso, il patto sarebbe saltato con il rischio di approdare ad un governo della societa’ non piu’ ancorato al controllo pubblico”. La nuova procedura delle nomine dirigenziali, tuttavia, non e’ l’unico punto risultato indigesto illustrato dal primo cittadino.

“Su richiesta di Torino (che e’ il socio maggiormente indebitato a guida M5s, ndr), viene modificato l’equilibrio tra azioni dei Comuni bloccate e liberamente cedibili su cui si e’ deciso di alzare l’asticella, ma sempre ad un livello che consentira’ ai soci pubblici di mantenere il controllo”, informa Vecchi. Come contrappeso, infatti, viene confermato il dispositivo “tecnico, ma di sostanza” del diritto di veto, in forza del quale un terzo del Consiglio di amministrazione puo’ bloccare le decisioni dei due terzi.

Proprio nel cda, infine arriva un’altra novita’. Entra infatti un nuovo consigliere in rappresentanza del Comune di La Spezia, la cui societa’ di servizi ambientali e idrici Acam e’ stata acquisita da Iren. I membri del cda salgono cosi’ a 15, di cui 4 a testa per i tre Comuni di Torino, Genova e Reggio, due indipendenti, e la new entry ligure. Nel complesso, secondo il sindaco di Reggio, e’ stato raggiunto un buon compromesso perche’, ricorda, “qui stiamo parlando anche della qualita’ dei servizi erogati a milioni di famiglie e penso che, il mantenimento di un controllo a maggioranza pubblica orienta in modo molto piu’ forte anche gli investimenti sui territori, che altrimenti potrebbero andare verso il pur legittimo obiettivo di business, e potranno favorire in futuro la riduzione delle bollette per i cittadini”

Il M5S: “Rimandare nomine del Cda a dopo le elezioni”
“Rimandare le nomine del Consiglio di amministrazione di Iren a dopo le elezioni amministrative. Si chiama ‘semestre bianco’ ed e’ gia’ successo nel 2013”. E’ quanto chiede il Movimento 5 stelle di Reggio Emilia, intervenuto questa sera in Consiglio comunale sulla delibera dei nuovi patti interni tra i soci della multiutility. Per la capogruppo pentastellata Alessandra Guatteri, “sarebbe un importante gesto democratico con cui il Pd smentirebbe di avere paura di perdere il suo potere, considerato che fra quattro mesi la gestione della nostra citta’ potrebbe passare di mano”.

Il “vento – continua infatti Guatteri – adesso e’ cambiato. Prima Iren, monocolore dal punto di vista politico, aveva potere totale nel distribuire soldi e poltrone. Ma questi nuovi patti presentano gravissimi problemi e molti punti oscuri che non metteranno al sicuro ne’ il Pd ne’ Reggio Emilia, mentre a perderci saranno solo i cittadini”.

L’azienda, viene sottolineato, “e’ ormai un mastodonte lontano dai territori, una societa’ quotata in borsa che segue solo le sue regole. Ecco perche’ e’ inutile continuare a parlare di Iren come di una cosa nostra”. Nel merito Guatteri aggiunge che “a giugno l’indebitamento e’ salito a 2,4 miliardi con i debiti di La Spezia, che ora conquista anche un seggio in cda”. Infine, “e’ evidente che, sbloccando la vendita delle azioni, a breve anche lo scudo del voto ponderato non sara’ piu’ sufficiente a garantire la governance pubblica”.

Il via libera del consiglio comunale
Via libera del Consiglio comunale di Reggio Emilia alla delibera sul rinnovo dei patti parasociali di Iren in assenza del quale, dice il sindaco Luca Vecchi, “si sarebbero aperti scenari preoccupanti per il controllo dell’azienda”. L’atto e’ stato approvato con 20 voti favorevoli della maggioranza (Pd-Mdp), sette contrari (Movimento 5 stelle e il civico Cesare Bellentani) e due astensioni (Claudio Bassi di Forza Italia e Roberta Rigon del gruppo Misto). La consigliera Cinzia Rubertelli non ha partecipato al voto perche’, durante il suo intervento, ha accusato un calo di zuccheri e, non sentendosi bene, ha lasciato poco dopo l’aula.